Con SuperBio la miscelazione made in Brazil approda in Italia

SuperBio team

 

Il costruttore brasiliano di miscelatori e apparecchiature di processo apre una sede produttiva nel nostro paese. Con l’obiettivo di diffondere la propria tecnologia in tutta Europa. Ne parliamo con la direttrice regionale Juliana Pons.

 

di Alessandro Bignami

 

Nelle Americhe e soprattutto in Brasile, dove ha la sede centrale, SuperBio è affermata da tempo nella produzione di miscelatori e apparecchiature per le industrie di processo, con importanti referenze internazionali anche nel settore alimentare. Da alcuni anni ha deciso di estendere il suo raggio d’azione e di oltrepassare l’oceano, in senso inverso rispetto allo storico viaggio di Cristoforo Colombo. SuperBio è approdata infatti sulle rive del Vecchio Continente nel 2025, scegliendo di aprire in Italia, per la precisione ad Abbiategrasso (MI), la sua prima sede europea. Una sfida coraggiosa, che ha l’obiettivo di portare nel nostro continente la cultura tecnologica e commerciale che le ha consentito una crescita robusta dall’altra parte dell’Atlantico.

La direttrice regionale Juliana Garcia Pons Manzatto, insieme al marito Rodrigo Cecchine Manzatto, direttore di produzione, hanno preso in carico il difficile e stimolante compito di aprire la strada, guidando i primi passi di SuperBio Italy con l’apertura della sede e la posa dei primi macchinari per la produzione, dopo aver terminato le lunghe procedure burocratiche per ottenere le autorizzazioni. Ora è tutto pronto per lanciare la grande sfida europea.

 

SuperBio Pons

Juliana Pons, direttrice regionale di SuperBio Italy

 

Juliana Pons, per quali ragioni avete scelto di aprire in Italia la prima sede europea?

“Il vostro paese è anzitutto una realtà industriale di primo piano, soprattutto nel settore alimentare, dove è leader e continua a crescere. Inoltre, l’Italia ha la posizione più strategica per le nostre esigenze logistiche. Da qui possiamo esportare rapidamente in tutto il continente, avendo anche una collocazione più centrale della Spagna, l’altro paese che avevamo preso in considerazione per l’investimento. In particolare, abbiamo individuato l’area di Milano perché inserita in un contesto altamente industrializzato, con i relativi vantaggi sia per l’approvvigionamento di materiali e componenti sia per le opportunità di vendita.

A ciò si aggiunge la vicinanza al porto di Genova, da dove gli impianti riucerprovenienti dal Brasile, una volta approdati, potranno essere facilmente trasportati verso la nostra sede o direttamente verso i clienti in Europa. Abbiamo comunque in programma l’apertura di una seconda sede, dedicata prevalentemente all’assemblaggio degli impianti, nel nord della Francia”.

 

Ci può accennare alle origini di SuperBio?

“È stata fondata nel 2002 vicino a San Paolo dal Ceo Valdo Cavalcanti, che dopo alcuni anni di attività decise di focalizzarsi sulla progettazione e realizzazione di miscelatori, principalmente a nastro e a pale. Ha sviluppato un impianto che è stato subito molto apprezzato dal mercato. Oggi siamo una realtà di circa 20 persone, tutte di alto profilo tecnico. La sede centrale è organizzata su quattro ampi capannoni.

La casa madre svolge anche una continua attività di ricerca e sviluppo, oggi in gran parte dedicata all’automazione e all’integrazione di soluzioni robotiche sui miscelatori. Siamo una piccola società ma con grandi potenzialità e ambizioni. Abbiamo la tecnologia, la competenza, clienti importanti nelle Americhe, la fiducia nel nostro prodotto di punta e molto coraggio. Questi ingredienti ci hanno convinto ad affrontare una grande sfida come quella di venire a produrre e vendere in Europa. Avremmo potuto accontentarci del nostro business in Brasile, dove siamo ben radicati. Ma crediamo di poter aspirare a un mercato più grande, crescere a livello internazionale e dare un contribuito importante alla filiera europea”.

 

In Brasile siete affermati, ma in Europa dovete costruire quasi da zero la rete commerciale e il portafoglio clienti: come intendete affrontare questa sfida?

“Cercheremo anzitutto di mettere in luce le importanti referenze che abbiamo nelle Americhe, dove i nostri miscelatori sono utilizzati da grandi player anche del settore alimentare. Certo non sarà facile entrare nelle vendor list delle aziende europee. Sappiamo che, soprattutto in Italia, conta molto il rapporto di fiducia che si crea nel tempo fra fornitore e cliente. Non sarà banale proporre un cambiamento di fronte a questi solidi rapporti.

Ma siamo convinti dell’efficacia e dell’innovazione della nostra tecnologia e di poter quindi, a nostra volta, farci conoscere e ottenere la fiducia del mercato. In Brasile, quando un’azienda installa per la prima volta un nostro miscelatore e verifica sul campo le sue prestazioni, spesso decide poi di sostituire tutti quelli del proprio stabilimento. Lo dimostra il dato secondo il quale circa l’80% delle nostre vendite vanno a clienti che hanno già acquistato in passato i nostri impianti. Questo è l’approccio che vogliamo portare anche qui in Europa”.

 

SuperBio

Un miscelatore realizzato dall’azienda

 

Le procedure per l’apertura della sede in Italia sono state complesse?

“Purtroppo sì. Le lunghe procedure burocratiche per ottenere le autorizzazioni necessarie ad aprire e iniziare a produrre hanno rallentato la nostra tabella di marcia e aumentato i tempi e i costi che avevamo inizialmente previsto. L’iter si è comunque concluso con successo e da settembre 2025 abbiamo tutti i permessi per la produzione. Da quel momento, abbiamo subito installato in officina una macchina per il taglio laser di lamiere in acciaio inox e carbonio, anche per il servizio conto terzi, e intensificato l’attività commerciale, potendo finalmente rispondere operativamente alle richieste. A parte le operazioni di tornitura, i nostri impianti vengono totalmente realizzati al nostro interno”.

 

Quali caratteristiche distinguono i vostri miscelatori da quelli che già esistono nel mercato europeo?

“Hanno una tecnologia esclusiva – frutto della ricerca di Valdo Cavalcanti, di suo figlio, Henrique Cavalcanti, e dello staff tecnico brasiliano – e disponibile a un prezzo fortemente competitivo. Il nostro miscelatore ha un’alta resistenza e una vita utile lunghissima, è facile da smontare e pulire, venendo incontro ai severi requisiti di igiene dell’industria alimentare. Consente una miscelazione completamente omogenea e minimizza le perdite di prodotto.

Il nostro team tecnico svolge inoltre un ruolo di consulenza, orientando il cliente nella scelta più efficiente e conveniente per raggiungere i propri obiettivi. A volte, per esempio, ci chiedono impianti sovradimensionati – che non solo necessitano di un investimento iniziale maggiore, ma generano poi alti costi energetici e di manutenzione – quando invece basterebbe una soluzione più compatta ed economica. Il know how accumulato ci mette nelle condizioni di consigliare al meglio chi si rivolge a noi”.

 

Vi siete dati dei tempi e degli obiettivi chiari per questa esperienza europea?

“Sì, il piano prevede di avere una produzione a regime e un buon numero di clienti entro due anni, di ripagare l’investimento iniziale entro tre anni e di generare utili entro cinque. Se il programma procede come previsto, nei prossimi mesi assumeremo almeno sei operatori specializzati, che verranno inizialmente formati e seguiti dai nostri esperti provenienti dalla casa madre. Insomma, crediamo fermamente nella possibilità di portare in Europa i valori tecnologici e umani che finora ci hanno consentito di ottenere tanti successi nelle Americhe”.

 

SuperBio

Ribbon Blender

Dal Brasile alta tecnologia per la miscelazione e l’omogeneizzazione

SuperBio è specializzata nella produzione di attrezzature per la miscelazione, omogeneizzazione, alimentazione e frazionamento di solidi, polveri, liquidi e materiali pastosi con caratteristiche diverse. Ha una vasta esperienza nella fornitura di soluzioni per l’industria di processo, soprattutto in ambito alimentare, agroindustriale, chimico e farmaceutico.

Nell’alimentare, l’azienda propone sistemi completi di miscelazione per la produzione alimentare, in particolare per polveri, granuli, paste e liquidi. I macchinari in acciaio inox garantiscono alta qualità costruttiva, finiture ottimali e una facile pulizia. Sono utilizzati per la produzione di farine e amidi, succhi e dessert in polvere, preparati per farciture, condimenti e spezie, impasti e premix per panificazione, cioccolate in polvere, latte in polvere e caffè, zucchero e dolcificanti, integratori alimentari.

 

 

Nella foto in apertura: il Ceo di SuperBio Valdo Cavalcanti (secondo da destra) con una parte del team tecnico nella sede centrale di San Paolo in Brasile

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