
Essere donna in un settore prettamente maschile, come quello dell’industria plastica, non è semplice. Alcune cose però stanno cambiando e sempre più figure femminili rivestono oggi ruoli dirigenziali e di grande responsabilità.
Grazie al suo essere dinamica e flessibile, Plasco srl sta attraversando il 2023 in modo positivo nonostante le difficoltà dovute soprattutto ai forti aumenti delle materie prime. Una realtà che valorizza le competenze di ciascun dipendente e investe su tecnologizzazione e sostenibilità. A parlarne con la Plastica Oggi e Domani è Martina Giatti, responsabile commerciale e socia fondatrice della società Plasco, mamma e imprenditrice attiva nell’industria della plastica. Una donna che è riuscita a farsi largo in un mondo prettamente maschile, che l’ha portata ad essere ancora “più determinata e ambiziosa”.

Martina Giatti, responsabile commerciale e socia fondatrice della società Plasco vicino a un dosatore. In apertura, la sede Plasco S.r.L. a Bondeno (Ferrara)
L’aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e della logistica connesse allo scenario di guerra, sono tutti fattori che hanno influenzato il comparto plastico. Come è stato il 2023 per Plasco e, più in generale, per il mondo degli impianti per il processo di materie plastiche?
“Di fronte alle difficoltà dovute soprattutto ai forti aumenti delle materie prime, devo dire che è stato comunque un anno positivo per Plasco. Abbiamo provato a contenere i costi diversificando gli acquisti e cercando nuove aziende fornitrici più competitive. Un fattore determinante è la struttura della nostra azienda che, essendo dinamica e con personale relativamente giovane, ci consente di essere molto flessibili e pronti a soddisfare le esigenze specifiche di ogni cliente. Inoltre, in questo momento particolarmente delicato del mercato, credo che avere un buon clima aziendale tra i dipendenti e i collaboratori sia determinante per raggiungere gli obiettivi a breve e a lungo termine. Per questo mi sono sempre impegnata a creare una squadra affiatata, valorizzando al meglio le competenze di ciascuno”.
Quali, invece, le prospettive per la vostra azienda per il 2024? Continuerete a investire nel settore dell’automazione e dei software?
“Sì, certo, bisogna sempre investire per migliorare l’aspetto tecnologico delle macchine. Per il 2024 stiamo anche lavorando ad un restyling delle macchine con alcune importanti novità dal punto di vista tecnico e funzionale, che saranno apprezzate dalla nostra clientela, sempre più competente ed esigente dal punto di vista tecnico. Particolare attenzione viene data al risparmio energetico per rendere più efficienti i nostri impianti. Stiamo inoltre sviluppando sistemi di alimentazione centralizzati ancora più evoluti dal punto di vista software. Ormai quasi tutti i nostri clienti vedono la produzione in un’ottica di industria 4.0 dove tutte le macchine si interfacciano tra loro. Avere internamente personale specializzato grazie alla fusione con una società di automazione è per Plasco un enorme vantaggio”.

Dosatore modello GRAVI a somma di peso ideale per realizzare mescole omogenee di più componenti
Nonostante le difficoltà accennate sopra, secondo le stime della Federazione Gomma Plastica il comparto formato dalle industrie del settore vale un fatturato di 25,9 miliardi di euro (secondo i dati 2022 che registrano una crescita di oltre il 10% rispetto al 2021). A suo parere, questo andamento positivo si alzerà, si stabilizzerà oppure subirà una decrescita nel prossimo futuro?
“Per come stanno andando le cose nel mondo in generale è molto difficile fare previsioni, la situazione globale è molto incerta, bisogna comunque pensare positivo e continuare a lavorare per cercare di raggiungere gli obiettivi. In Plasco stiamo lavorando per ottimizzare le risorse dell’azienda, cercando di gestire al meglio le priorità e le problematiche dovute a questa situazione globale. È necessario in questo momento essere creativi e proattivi per poter riuscire a dare supporto ai nostri clienti”.
Nel CCNL gomma plastica 2023 si fa riferimento alla parità di genere. Si parla del “raggiungimento della effettiva pari opportunità tra donne e uomini nel lavoro”. Quanto conta parlare di questi temi a livello legislativo e quanto ancora c’è da fare invece a livello culturale? Su quali aspetti bisognerebbe insistere?
“Per me le pari opportunità nel lavoro non devono riguardare solo la percentuale di donne rispetto agli uomini all’interno di un’azienda. Bisogna andare oltre, iniziare a vedere le donne come manager, come tecnici competenti, come interlocutori in grado di esporre in modo completo e dettagliato le macchine che producono. Questa per me è la pari opportunità, è cominciare a percepire le donne alla pari in termini di competenza e professionalità.
Durante l’ultima edizione della fiera Plast a Milano è successa una cosa bellissima: mi sono resa conto che negli ultimi 20 anni il numero delle donne manager è cresciuto molto. Grazie ad un evento organizzato durante il Plast, ci siamo riunite, come se ci conoscessimo da sempre, confrontandoci sulle difficoltà che ci troviamo ad affrontare molto spesso in quanto donne in un mondo di uomini. Ho visto un grande entusiasmo da parte di tutte ed è quindi venuto spontaneo organizzare un nuovo incontro per confrontarci e cercare un modo per sostenere le nuove donne della plastica. Personalmente sono orgogliosa e felice di far parte di questo gruppo, penso che sia l’inizio di qualcosa di importante”.

Dosatore gravimetrico GRAVI
Può raccontarci della sua esperienza di donna all’interno del comparto plastico ed, eventualmente, di come ha affrontato eventi che riguardano la disparità di genere?
“Sono entrata nel mondo della plastica esattamente 20 anni fa ed ero inizialmente un po’ spaventata perché non lo conoscevo, avevo lavorato in altri settori, ma ho caparbiamente cercato di acquisire tutte le nozioni necessarie per conoscerlo a fondo e dare sempre il massimo. Non mi spaventava il fatto che fosse un mondo prettamente maschile, anzi, questo mi ha portato ad essere ancora più determinata e ambiziosa. Essere donna in un mondo di uomini è difficile e bisogna essere molto preparati perché devi riuscire a guadagnarti il loro rispetto. Mi è capitato più di una volta di parlare con persone che mi trattavano con sufficienza e diffidenza, pensando che non avessi le competenze per svolgere quel ruolo e sono contenta perché sono riuscita a farli ricredere. È una grande soddisfazione quando ottieni il rispetto degli uomini. È brutto dirlo, ma purtroppo è così, si pensa che siccome il settore delle macchine è rivolto ad un’utenza prettamente maschile, le donne non siano in grado di capirlo. Oggi le cose stanno cambiando e le figure femminili rivestono anche in questo settore ruoli dirigenziali, il che fa ben sperare affinché spariscano certi pregiudizi”.
Cosa consiglierebbe alle giovani donne che desiderano lavorare in questo settore?
“Alle giovani donne consiglio di essere autonome ed indipendenti, di aver fiducia nelle proprie capacità e di non spaventarsi di fronte alle tante difficoltà che incontreranno. Bisogna farsi strada con forza e caparbietà, ma allo stesso tempo cercare di superare gli ostacoli con grazia ed eleganza, perché comunque siamo e restiamo donne”.

Serie di dosatori Plasco installati su estrusore per impianto di riciclo plastica DVP3



