FAP: un partner a 360 gradi

FAP

 

FAP si è affermata nella produzione di impianti di estrusione, avvolgitori e linee di laminazione, consolidando rapporti di partnership con i clienti e puntando su sostenibilità e parità di genere. La Plastica Oggi e Domani ne ha parlato con Karina Orlova, Account Manager di FAP.

 

di Eva De Vecchis

 

Fondata nel 1987 da Luigi Poli, nel cuore della Brianza, FAP diventa presto un importante player nella produzione di impianti di estrusione per film espanso tecnico, avvolgitori automatici, linee di laminazione e altri macchinari per trasformazione di espanso e bolla d’aria. Nel 2020 i figli Fabrizio e Francesco Poli prendono le redini dell’azienda continuando a offrire soluzioni tecnologiche che si adattino alle esigenze di ogni cliente. Per farlo, FAP fornisce loro un supporto sia tecnico che tecnologico e investe su sostenibilità e la parità di genere. Un tema, quest’ultimo, caro alla realtà brianzola che offre alle proprie dipendenti “la possibilità di bilanciare la vita privata con quella professionale”, spiega Karina Orlova, Account Manager di FAP.

 

 

FAP Karina Orlova

Karina Orlova, Account Manager di FAP

 

Come è stato il 2023 per FAP?

“Per FAP 2023 è stato un anno interessante e pieno di novità. Tra queste: la costruzione dei nostri primi macchinari sotto il brand FAP Vela, una tecnologia acquisita da un brand spagnolo; i numerosi test eseguiti sul nostro estrusore in FAP nel centro di ricerca e sviluppo “Italian Foam Centre” in collaborazione con i clienti e i produttori di materie prime, che ci hanno portato risultati interessanti per poter continuare a migliorare la nostra offerta sia al livello tecnico che tecnologico. Inoltre, abbiamo coronato gli ultimi mesi del 2023 con la richiesta di un cliente che ha voluto non solo rinnovare il parco macchine, ma anche ricevere un supporto a 360 gradi che comprende il lavoro sui processi produttivi e sviluppo di nuovi mercati”.

 

Producete linee di estrusione, avvolgitori, linee di laminazione, taglierine e saldatrici: ci sono delle tecnologie che stanno avendo maggiori richieste?

“C’è una grande differenza tra le linee e non so darle una risposta precisa sulle richieste, soprattutto perché arrivano da realtà molto diverse. Inoltre, le linee di estrusione vengono spesso vendute con un avvolgitore e un laminatore in linea, perciò, sebbene siano tre blocchi differenti, fanno parte di un’unica commessa e anche questo rende difficile fare stime precise”.

 

Quali sono le prospettive dell’azienda per questo 2024?

“Spero sia un anno pieno di opportunità per la nostra azienda, anche perché investiamo molto nella comunicazione per far capire al nostro pubblico che non siamo un semplice fornitore, bensì un partner. A me piace molto usare questa parola perché rispecchia la realtà di FAP che non offre solo il macchinario, ma un supporto costante e un’attenzione completa al cliente. Ed è proprio questo che ci caratterizza: la capacità di saper fornire supporto sia tecnico che tecnologico. In altre parole: Beyond Manufacturing, lo slogan che ci accompagna in quest’anno di crescita.

Per il 2024 abbiamo, tra gli obiettivi, quello della sostenibilità. Investendo in una linea FAP il cliente riceve supporto nello sviluppo di nuovi materiali come, per esempio, polipropilene espanso al 100% riciclabile e di varie densità, che consente di sostituire la maggior parte degli isolanti tecnici presenti sul mercato realizzati in polietilene reticolato, polistirene, lana di roccia e altri materiali difficili da riciclare.

Questo argomento sarà presentato nel corso di una conferenza –“Chiusura del ciclo con materie prime sostenibili per l’espansione e vantaggi della produzione di polipropilene espanso riciclabile mediante la tecnologia di estrusione bivite” (Closing The Loop with Sustainable Raw Materials for Foaming and Advantages of Recyclable Polypropylene Foam Production by Twin-screw Extrusion Technology) – durante il Foam Expo North America, che si terrà a giugno 2024 in collaborazione con il nostro partner Borealis. Vista la sempre maggiore richiesta di sostenibilità da parte delle aziende, il nostro obiettivo è quindi di dare un valore aggiunto alla produzione del cliente finale”.

 

 

FAP

 

 

Nel CCNL gomma plastica 2023 si fa riferimento alla parità di genere. Quanto conta parlare di gender gap a livello legislativo e quanto ancora c’è da fare invece a livello culturale. Infine, secondo lei, su quali aspetti bisognerebbe insistere?

“La legislazione ovviamente non può risolvere il gender gap. Prima di tutto devono essere fatti dei passi in avanti a livello culturale per superare questo divario e per affrontarlo in modo completo. Si tratta però di un’operazione che impegna tutti i livelli di un’azienda e che richiede tanto tempo e anche tanta costanza.

Tra gli aspetti sui quali bisognerebbe insistere penso ci sia, in primo luogo, l’accesso all’opportunità di carriera che ancora oggi è diversa per gli uomini e le donne. È quindi necessario insistere molto su politiche che favoriscano l’inclusione e l’opportunità di formazione e di crescita per tutti, senza discriminazioni. A questo aggiungo l’importanza che deve avere il work life balance, perché la vita privata, soprattutto per una donna in carriera che vuole crescere a livello professionale, è fondamentale”.

 

Può raccontarci della sua esperienza di donna all’interno del comparto plastico ed, eventualmente, di come ha affrontato eventi che riguardano la disparità di genere?

“La mia esperienza nel mondo di plastica coincide con il mio ingresso in FAP dove sono entrata 14 anni fa. Al tempo, c’era bisogno di comunicare con alcuni clienti russi e partecipare alle fiere del settore. Così ho iniziato a lavorare al back office dell’azienda. Mio marito Francesco Poli, che oggi guida l’azienda insieme a suo fratello Fabrizio, mi ha sempre supportato nel mio percorso di inserimento e crescita. Oggi seguo la parte del marketing e della comunicazione. Mi occupo inoltre della parte vendite e ho al mio fianco i miei colleghi dei reparti tecnici e di ricerca e sviluppo. Infine, rappresento anche un solido punto di riferimento per i nostri clienti.

Ciò che mi ha fatto crescere è stata la possibilità di aver sperimentato pian piano il mio lavoro e aver avuto la possibilità di evolvermi. Al raggiungimento dei miei obiettivi ha contribuito la voglia di fare: mi ritengo infatti una persona molto curiosa e interessata a dare di più, questo aspetto nella mia azienda viene molto apprezzato e incentivato. Ad oggi alla FAP siamo 3 donne e posso definirmi molto fortunata perché abbiamo tutte la possibilità di bilanciare la nostra vita privata e professionale, che ci consente per esempio di andare a prendere i figli a scuola. Ecco perché mi rendo conto che la situazione in cui mi trovo e le opportunità che mi dà FAP sono da prendere come esempio”.

 

 

FAP Orlova Poli

Karina Orlova insieme al marito Francesco Poli, Ceo & sales Director di FAP

 

 

Una realtà come Women in Plastics può fare molto all’interno del comparto plastico per far si che le donne si sentano maggiormente accolte. Come è nata questa realtà e quali sono stati i punti affrontati nel vostro ultimo incontro?

“Ho conosciuto il gruppo Women in Plastics grazie a un incontro fatto durante la fiera Plast e poi, a dicembre scorso, ci siamo incontrate al nostro primo evento organizzato a Milano per stabilire i nostri obbiettivi e capire come procedere per rendere più solida la community. Siamo oltre 80 iscritte, alcune più attive di altre, ma siamo tutte felici di partecipare a questo progetto. L’obiettivo di Women in Plastics è appunto quello di supportare le donne del settore della plastica ancora oggi dominato dagli uomini.

Il gruppo è stato attualmente frazionato in sotto-gruppi dedicati a specifiche offerte formative come, ad esempio, il corso di public speaking a cui ho partecipato che si è tenuto ad aprile. C’è poi un gruppo che organizza gli speech tematici. Il primo speech si è svolto a marzo sul tema parità del genere come motore di innovazione e crescita aziendale. Un altro gruppo dedicato alle fiere e si occupa di aggiornarci degli eventi più interessanti e dell’organizzazione dei meeting. È stato, infine, creato un gruppo dedicato alla mappatura di tutte noi, delle aziende alle quali apparteniamo con i rispettivi territori, in questo modo possiamo tenerci in contatto più facilmente tra donne della stessa regione”.

 

Cosa consiglierebbe alle giovani donne che desiderano lavorare in questo settore?

“Nel nostro settore c’è ancora una difficoltà nell’accettare la crescita delle donne e una loro posizione dominante in azienda rispetto agli uomini. Portando la mia esperienza, quello che mi sento di consigliare alle giovani donne è di avere coraggio e pazienza, non temere di sbagliare nel lavoro perché gli errori sono necessari alla crescita e non sono definivi. Tutto ciò ha permesso a me stessa di crescere e migliorare fino ad arrivare dove sono ora, e non ho intenzione di fermarmi. Consiglierei loro anche di fare subito network, un’attività che è oggi possibile grazie a piattaforme quali Linkedin dove si possono trovare opportunità, relazioni professionali valide e dove si può creare la propria brand identity. Anche visitare le fiere di settore può essere un buon punto di partenza che permette di conoscere meglio le varie realtà e di individuare il percorso da intraprendere”.

 

 

FAP estrusore bivite

Estrusore FAP con tecnologia bivite controrotanti per la produzione di polietilene (PE) e polipropilene (PP) espanso

 

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