Arcoplex: le relazioni al centro

Arcoplex sede esterno

Con il suo ruolo centrale nella distribuzione di materie plastiche, Arcoplex Group sviluppa da sempre relazioni di qualità con produttori e trasformatori, mettendo a disposizione della filiera competenze e informazioni. E, con la seconda generazione alla guida, guarda al futuro puntando su digitale e sostenibilità.

 

di Alessandro Bignami ed Eva De Vecchis

 

La qualità delle relazioni all’interno di una filiera specializzata ed esigente come quella delle materie plastiche è essenziale. Ecco perché Arcoplex Group ha cercato con continuità e impegno di consolidare i rapporti sia con i fornitori di materiali sia con i trasformatori a valle, nel segno della massima trasparenza e della condivisione delle informazioni e talvolta delle strategie. È anzitutto questo ampio sguardo di apertura verso i mercati che il Ceo Giacomo Scanzi ha voluto trasmettere alla seconda generazione, già da alcuni anni ai vertici dell’azienda con Giulia Scanzi, General Manager, e Carlo Scanzi, Sales Manager. Il Gruppo sta a sua volta facendo proprio il loro contributo innovativo, che punta sulla digitalizzazione e la sostenibilità dei processi aziendali.

Arcoplex Group, che dal 2018 ha accentrato le proprie attività nell’headquarter di Pontirolo Nuovo (BG), opera nella commercializzazione e distribuzione di materie plastiche: compound, tecnopolimeri, commodities e biopolimeri. Offre un servizio di consulenza specializzato, prodotti di prima scelta e, soprattutto, un’accurata assistenza pre e post-vendita. L’azienda è in grado di individuare il prodotto migliore per ogni singolo campo applicativo, con un equilibrato rapporto qualità-prezzo. Dispone di un efficiente sistema previsionale degli andamenti della domanda, finalizzato a garantire ai propri fornitori internazionali un adeguato flusso informativo e riordini regolari, formulati con tempi di anticipo corretti e allo stesso tempo volto ad assicurare un processo di approvvigionamento di magazzino calibrato.

Abbiamo incontrato il Direttore Generale Giulia Scanzi per raccogliere le sue riflessioni sull’andamento del settore e sulle attuali strategie del Gruppo.

 

Arcoplex Giulia Scanzi

Giulia Scanzi, Direttore Generale di Arcoplex Group
In apertura: La sede Arcoplex Group a Pontirolo Nuovo (BG)

 

Giulia Scanzi, qual è, dal vostro osservatorio, la situazione del settore delle materie plastiche ad alte prestazioni?

“In Italia il mercato delle materie plastiche continua a essere molto importante e può contare su competenze, tecnologie di trasformazione e capacità produttiva di alto livello. Lo conferma l’interesse di molti attori, non solo italiani, a entrare nel mercato nazionale: penso a nuovi distributori, compoundatori, ma anche agli stessi trasformatori finali. Tutto questo in un tessuto produttivo che continua a basarsi su una diffusione capillare nel territorio di tante piccole e medie imprese: un contesto del resto simile a quello degli altri settori industriali del Paese”.

 

Quali sono le maggiori esigenze che emergono dai trasformatori?

“L’esigenza primaria è sempre quella di presentarsi sul mercato in modo competitivo, e per farlo sappiamo quanto siano decisivi gli approvvigionamenti. Sul tema della competitività, credo che il 2022 abbia rappresentato un anno di svolta. In quel periodo, le aziende sono state messe di fronte a un’urgente sfida energetica, che ha causato un forte aumento dei costi produttivi. Anche i trasformatori minori o meno energivori si sono trovati a dover razionalizzare i consumi di energia. Per i trasformatori diventerà quindi ancora più importante avere al proprio fianco dei partner con una struttura solida – e con la disponibilità di un grande ed efficiente magazzino – da cui farsi supportare nella pianificazione degli approvvigionamenti e con i quali sviluppare una relazione di alta qualità. Oggi i trasformatori hanno diversi strumenti per ottenere – in tempo reale e senza la mediazione del fornitore – tante informazioni: come l’andamento dei prezzi, la disponibilità dei monomeri, il posizionamento dei player sul mercato. Questa indipendenza stimola la costruzione di un rapporto di maggiore qualità e profondità fra trasformatore e distributore, basato sulla fiducia reciproca e sulla capacità di studiare insieme una strategia commerciale vantaggiosa per entrambe le parti. In conclusione, la buona relazione di lungo termine tra distributore e trasformatore, insieme all’affidabilità del magazzino, sono tra i fattori chiave per garantire competitività e presenza sul mercato”.

 

Forti relazioni devono essere coltivate lungo tutti i passaggi della filiera: tra produttore dei materiali e distributore, tra distributore e trasformatore finale… Con la vostra attività di distribuzione, siete dunque un anello centrale di questa catena.

Esatto. Le buone relazioni non sono solo valori di principio, ma incidono profondamente sulle attività quotidiane. Basti pensare che il produttore di materie prime oggi non si spinge a produrre un chilogrammo in più rispetto alle vendite previste dal proprio distributore. Ecco perché una relazione trasparente e di qualità diventa necessaria anche per la basilare programmazione dei budget per gli anni successivi. In questo senso Arcoplex, già con mio padre Giacomo Scanzi, ha sempre immesso grandi sforzi nelle relazioni, in termini soprattutto di trasparenza e di condivisione delle informazioni strategiche raccolte sul mercato. In tal modo contribuiamo a colmare la distanza che nel tempo si è creata fra produttore e trasformatore. Il produttore di materiali ha sempre meno personale tecnico destinato alla raccolta di idee per lo sviluppo di nuovi prodotti e per il supporto al trasformatore, demandando buona parte di questi servizi a distributori come noi, che abbiamo avuto così la possibilità di assumere un ruolo sempre più centrale”.

 

Se la relazione di qualità è uno dei cardini che vi è stato trasmesso dalla tradizione di Arcoplex, c’è qualcosa di nuovo che la seconda generazione, composta da Lei e da Suo fratello Carlo Scanzi, sta portando in azienda?

“I due temi di ‘rottura’ su cui abbiamo deciso di insistere sono la digitalizzazione e la sostenibilità. La digitalizzazione oggi la consideriamo una sorta di collega, tanto forti e visibili sono la sua presenza e il suo aiuto all’interno della nostra organizzazione, attraverso una serie di strumenti operativi fondamentali per essere al passo con i tempi. Fuori c’è un mercato che si muove a una rapidità spaventosa. È impensabile per un essere umano poter seguire o interpretare questi cambiamenti senza il supporto di strumenti digitali avanzati”.

 

Aecoplex sede interno

Un interno della sede Arcoplex Group

 

Passiamo al secondo tema di “rottura”: la sostenibilità…

“La sostenibilità si trova al centro di una serie di azioni e di investimenti da parte di Arcoplex, a partire dalla costruzione di due impianti fotovoltaici tra il 2016 e il 2020 che oggi soddisfano tutto il nostro fabbisogno energetico. Nel 2023 abbiamo accelerato su questo virtuoso percorso, aggiungendo la certificazione ISCC PLUS all’ormai storica ISO 9001. Dei nostri progressi daremo concreta evidenza con la pubblicazione del primo report di sostenibilità entro il 2025. Sono tutti segni concreti che comunicano ai partner la nostra competenza e idoneità nel posizionamento dei prodotti dell’economia circolare. In questa logica si inserisce l’aggiunta della UNI/PdR 125, la linea guida sul sistema di gestione per la parità di genere, tema che fa parte dell’attenzione alle risorse umane, ovvero uno dei pilastri dei criteri ESG”.

 

C’è qualche mercato particolarmente dinamico fra i settori a valle a cui vi rivolgete?

“In linea generale tutti i mercati fortemente influenzati dai cambi normativi e dall’obbiettivo ‘impatto zero’ stanno cambiando in tempi rapidi. Per citarne uno il settore dell’imballaggio alimentare è forse il miglior esempio”.

 

In questa fase ci sono delle richieste specifiche da parte dei trasformatori?

“Più che altro riguardano competenze di alto livello e soprattutto di ampio respiro, quindi in grado di abbracciare tutti gli aspetti, tra cui qualità del prodotto, competitività del prezzo e affari regolatori. Questi ultimi sono diventati preponderati nella quotidianità del lavoro: molti trasformatori ci chiedono consulenze specifiche per destreggiarsi fra normative e documenti per la conformità. Arcoplex può contare su un’area dedicata esclusivamente a questa attività, ma soprattutto su un bagaglio storico di esperienze tecniche che possiamo mettere a disposizione di partner e clienti. È un patrimonio aziendale che ci consente di fare la differenza e che teniamo a trasmettere alle nuove leve assunte in azienda”.

 

Come è andato il 2023 e quali prospettive avete per il 2024?

“Il 2023 è stato per noi un anno interessante e in grado di proseguire un trend stabile, pur senza exploit e con una domanda abbastanza debole. Grazie, comunque, alla nostra capillare presenza sul territorio, alla costante ricerca di soluzioni innovative e di nuovi clienti, i volumi di vendita sono stati soddisfacenti, tanto da superare persino l’ottimo 2022. Nel 2024, per quanto ancora difficile da decifrare, proseguiremo la nostra strategia di investimenti nella digitalizzazione, nella sostenibilità, nei giovani e nelle relazioni”.

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