
Un anno nel complesso positivo, ma segnato da nuove tensioni sul fronte dei costi e del mercato. È questo il quadro che emerge dal bilancio 2025 del settore lattiero-caseario altoatesino, presentato durante l’Assemblea generale della Federazione Latterie Alto Adige.
I numeri del latte: crescita dei conferimenti e del fatturato
Nel corso del 2025, la quantità di latte vaccino conferita è aumentata del 2,7%, raggiungendo complessivamente i 375 milioni di chilogrammi. Di questa quota, quasi un quarto è costituito da latte fieno, mentre circa il 5% è rappresentato da latte fieno biologico.
Anche sul piano economico emerge un quadro positivo: il fatturato complessivo delle latterie ha raggiunto i 747,8 milioni di euro nel 2025 (700 milioni nel 2024). Il latte è stato lavorato da nove cooperative, che garantiscono complessivamente 1.216 posti di lavoro; i prodotti lattiero-caseari altoatesini vengono esportati in ben oltre 40 paesi del mondo.
“Il 2025 ha dimostrato che la nostra economia lattiero-casearia organizzata in forma cooperativa riesce a operare con successo anche in condizioni difficili. È particolarmente positivo il fatto che siamo riusciti ad aumentare leggermente il prezzo del latte per i nostri soci”, ha sottolineato la direttrice della Federazione Latterie Alto Adige, Annemarie Kaser.
Il prezzo del latte e il ruolo degli agricoltori
Il prezzo del latte si conferma una leva centrale per il futuro dell’agricoltura altoatesina. ” nostri agricoltori sono la spina dorsale del settore lattiero-caseario e plasmano in modo determinante il nostro paesaggio culturale. Un prezzo del latte stabile ed equo è fondamentale per mantenerli a lungo nella produzione”, ha dichiarato Kaser. In questo contesto, l’elevata qualità dei prodotti lattiero-caseari altoatesini continua a rappresentare un elemento chiave per il posizionamento sul mercato e per garantire una domanda stabile.
Comunicazione e valorizzazione: il debutto in TV
Nel corso del 2025, il settore lattiero-caseario altoatesino ha presentato la sua prima campagna tv nazionale. “In questa prima apparizione, il latte altoatesino è stato raccontato per quello che è: una storia autentica fatta da persone vere. Ciò contribuisce in modo significativo alla visibilità e alla valorizzazione dei nostri prodotti”, ha spiegato la direttrice.
Uno scenario più complesso: aumentano costi e pressione competitiva
Guardando al 2026, il contesto appare più sfidante. I costi di produzione risultano in rapido aumento, in particolare per energia, materie prime e lavorazione, mentre la concorrenza nel commercio si intensifica. “Attualmente ci troviamo in una situazione complessa. La pressione del mercato aumenta mentre i costi crescono: questa forbice rappresenta una grande sfida per l’intero settore”, ha osservato Kaser.
La Federazione Latterie Alto Adige continuerà a impegnarsi per rappresentare gli interessi delle aziende associate e delle famiglie agricole, con l’obiettivo di garantire la competitività del comparto, rafforzare la qualità e assicurare uno sviluppo sostenibile nel lungo periodo.
Un sistema di controllo capillare
La qualità resta un pilastro del sistema lattiero-caseario altoatesino. La Federazione, in qualità di organizzazione di riferimento delle cooperative, coordina un sistema di controlli capillare lungo l’intera filiera. “La qualità non nasce per caso: è il risultato di un lavoro attento e continuo, dall’allevamento e dall’alimentazione degli animali fino al prodotto finito”, ha spiegato la direttrice.
Nel corso dell’ultimo anno lattiero-caseario, il laboratorio della Federazione ha analizzato quasi 730.000 campioni di latte crudo, valutando oltre cinque milioni di parametri individuali. A questi si aggiungono più di 100.000 controlli sui prodotti lattiero-caseari.
La miglior qualità arriva da San Martino in Monte
Il sistema di controllo della Federazione Latterie Alto Adige consente ogni anno anche di premiare i fornitori che producono il “miglior latte dell’Alto Adige”. Tra questi, vengono premiati i migliori fornitori di ciascuna cooperativa e il miglior fornitore a livello provinciale. Quest’anno il riconoscimento va Erika e Alois Kasere. Nel maso Unterköben a San Martino in Monte, a 1.750 metri di altitudine, la famiglia coltiva cinque ettari di prati ripidi e alleva dieci vacche. Il latte viene trasportato quotidianamente a valle tramite funivia, dove viene ritirato dalla latteria. “Il nostro obiettivo è sempre stato quello di produrre un giorno il miglior latte del paese – ed è ancora più bello averlo ora raggiunto. Servono molto impegno, ma anche un po’ di fortuna”, ha dichiarato Erika Kaserer.


