Domanda debole e calo della fiducia mettono in crisi l’industria chimica dell’UE27

Cefic industria chimica UE27

 

La competitività del settore in Europa rimane molto al di sotto dei livelli pre-crisi (media 2014-2019), a causa di una combinazione di domanda debole, pressione del commercio globale e prezzi dell’energia non competitivi. Questo è particolarmente problematico per i prodotti di base e la petrolchimica, dove la Cina ha un vantaggio competitivo grazie alla produzione su larga scala e ai bassi costi produttivi.

 

Tendenze del settore chimico

Rispetto agli Stati Uniti, i prezzi del gas in Europa sono stati 2,5 volte più alti per tutto il 2025, lasciando i produttori europei in uno svantaggio competitivo persistente. Anche i prezzi dell’elettricità restano significativamente più elevati rispetto agli USA, confermando i costi energetici come una sfida centrale per la competitività globale dell’industria chimica europea.

Il tasso di utilizzo della capacità produttiva nel settore chimico dell’UE27 resta ai minimi storici, ben al di sotto della media di lungo periodo dell’UE e, cosa importante, anche inferiore alla media statunitense. La debolezza della domanda e il calo della fiducia delle imprese continuano a mettere sotto pressione l’industria chimica europea.

L’ambiente commerciale in cui operano le aziende chimiche europee è esposto a rischi elevati, a causa delle senza precedenti interruzioni del commercio globale provocate dai dazi statunitensi. I valori delle esportazioni chimiche dell’UE27 verso gli Stati Uniti sono diminuiti da marzo 2025. Nel 2025, il surplus commerciale del settore chimico dell’UE27 è stato inferiore di 7,3 miliardi di euro rispetto al 2024. Il settore mantiene ancora un surplus in valore grazie ai prodotti chimici specializzati e di consumo, ma registra un deficit in termini di volumi.

 

Fonte: Cefic

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