ENEA: una missione per studiare l’inquinamento dell’Oceano Artico

ENEA

Inquinamento da microplastiche, cambiamenti climatici e biodiversità nell’Oceano Artico: sono questi i principali ambiti di ricerca ENEA nella campagna artica di geofisica marina “High North 21” della Marina Militare Italiana, che si conclude con il rientro della Nave Alliance nel porto della Spezia, dopo oltre un mese di navigazione intorno al Polo Nord. Coordinata a livello scientifico dall’Istituto Idrografico della Marina, la missione vede coinvolto un team multidisciplinare di ricercatori ENEA, che si occuperà di analizzare i campioni raccolti nei laboratori del Centro di Santa Teresa (La Spezia). In questo modo, sarà possibile stabilire lo stato di salute dell’Oceano Artico, in particolare quello di aree inesplorate in prossimità dei ghiacci marini e di nuovi siti di osservazione ambientali.

L’attività di studio sarà focalizza sulla geocronologia recente dei sedimenti dei fondali artici a diverse latitudini e con morfologie diverse, per comprendere le dinamiche sedimentarie in atto su fondali artici ancora in gran parte inesplorati; sul fitoplancton e la clorofilla “a” nelle acque artiche superficiali e sub-superficiali, per studiare la biodiversità e la distribuzione della biomassa, sensibili ai cambiamenti climatici e fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema oceanico; sui radionuclidi nella colonna d’acqua, come traccianti per caratterizzare le diverse masse d’acqua che hanno un ruolo chiave nella regolazione del clima della Terra (attività in collaborazione con l’International Atomic Energy Agency IAEA a Monaco e il Centro Nacional de Aceleradores di Siviglia).

Altro filone di indagine sarà condotto sui contaminanti e le microplastiche nelle acque, nei sedimenti e nei ghiacci, per comprendere il grado di contaminazione giunta fino a queste latitudini estreme. Oltre all’attività di laboratorio post-missione, ENEA ha messo a disposizione a bordo della nave Alliance un sensore compatto sviluppato e brevettato dai ricercatori dal laboratorio di Diagnostiche e metrologia del Centro Ricerche Frascati. Si chiama Casper (Compact Laser Spectrometer) e consente l’analisi e la caratterizzazione delle acque in tempo reale, oltre alla calibrazione e alla validazione dei dati da satellite.

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