La strategia climatico-ambientale di Ensinger

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L’industria manifatturiera nel suo insieme, e in particolare il comparto delle materie plastiche, svolgono un ruolo chiave nel contenimento dei cambiamenti climatici. Riconoscendo la centralità di questo scenario, il gruppo Ensinger ha intrapreso una serie di importanti iniziative volte alla riduzione progressiva dei gas serra emessi nell’ambito della propria attività produttiva in modo da adeguarsi ai requisiti previsti dall’accordo di Parigi sul clima. 

La strategia è partita con un rilevamento esaustivo delle emissioni globali di gas serra che serviranno a determinare – nel corso dell’attuale anno d’esercizio – alcuni specifici obiettivi orientati sugli standard internazionali. Ensinger intende quindi presentare e far approvare tali target alla Science-Based Target Initiative, un’organizzazione indipendente nata proprio per guidare in modo mirato le attività delle aziende. 

Le misure  previste partono soprattutto dalla gestione dell’energia e dalle risorse dei materiali, aumentando progressivamente la percentuale di corrente elettrica generata da fonti rinnovabili, sia acquistata che prodotta in proprio.  Inoltre, Ensinger prevede di incrementare l’integrazione della quantità di materiali in meccanismi di upcycling. 

Tali iniziative si inseriscono in un corposo programma ambientale che Ensinger ha già implementato da tempo. L’azienda, infatti, dispone di un sistema sostenibile di gestione dell’energia concepito in funzione dell’ impatto ambientale relativo e, collaborando con l’azienda ClimatePartner, ha definito un bilancio di emissioni di CO2 con validità biennale. 

Inoltre, la percentuale di corrente elettrica prodotta da fonti rinnovabili è in costante aumento, tanto che in questo anno di esercizio l’intero fabbisogno dello stabilimento di Cham – il maggiore centro produttivo  del gruppo Ensinger – è stato convertito in energia elettrica “verde”. Infine, è stata aumentata in misura considerevole la percentuale di materiale riciclato immesso e lavorato internamente. 

Ma l’impegno di Ensinger in ambito climatico si è concentrato anche in specifici ambiti produttivi. Come è noto, la riduzione delle emissioni di CO2  nel settore edilizio, dipende anche dall’installazione di finestre, porte e facciate in grado di garantire un isolamento efficace.  I profili in poliammide insulbar® di Ensinger, impiegati come taglio termico fra i gusci interni ed esterni dei telai in alluminio, offrono un contributo di isolamento molto significativo.   

Ensinger è stata una realtà pioniera in questo settore: la produzione in serie delle prime barrette termoisolanti per finestre in metallo è infatti iniziata nel lontano 1977, mentre nel  2013 la società si è qualificata come primo produttore a lanciare sul mercato un profilo isolante riciclato al 100%, – insulbar RE –  in grado di coniugare efficienza energetica e sostenibilità.

Ad oggi, l’assortimento dei prodotti Ensinger per il taglio termico ambientalmente idonei si è ampliato ulteriormente grazie a insulbar RE-LI, un profilo in PA 66 100% riciclata e porosa. 

“Grazie alle iniziative e  all’impegno dell’azienda su questi specifici settori, riteniamo che nell’arco di pochi anni saremo in grado di eliminare le emissioni dell’azienda. Il nostro obiettivo è una gestione economica ed “ecologica”, possibilmente senza ricorrere a progetti di compensazione esterni”, ha commentato Oliver Frey che, in qualità di membro del management direzionale di Ensinger, ha assunto la piena responsabilità dello sviluppo della strategia climatico-ambientale.  

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Oliver Frey, membro del management direzionale di Ensinger
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