Girolomoni rinnova la propria sede con un’architettura ispirata ai suoi valori

Girolomoni sede

 

C’è un colle nelle Marche dove un uomo ha piantato un seme. Non solo di grano, ma di un’idea. Oggi quell’idea ha una nuova casa: un edificio che non si limita a contenere uffici, ma racconta una storia, incarna una filosofia, dialoga con la terra. Il progetto di rinnovamento della sede della Cooperativa Agricola Gino Girolomoni porta la firma dell’architetto Michele Stasolla, che ha saputo tradurre in forma costruita i valori più profondi di un’azienda biologica pioniera. Architettura nel senso più nobile del termine: costruire significato, non solo strutture.

Michele Stasolla: ascoltare prima di progettare

Il metodo di Michele Stasolla parte da un atto che troppo spesso viene saltato: l’ascolto. Prima del progetto, c’è stata un’immersione nella storia di Gino Girolomoni, nel Genius Loci del luogo, nei valori che da decenni animano questa cooperativa. Solo dopo aver compreso l’anima del committente, Stasolla ha cominciato a disegnare.

Il risultato è un edificio che non potrebbe esistere altrove. Il panorama che spazia dalla Rocca di San Marino al Conero, le brecce delle cave locali, le pietre degli edifici storici del territorio: tutto confluisce in un linguaggio architettonico coerente e identitario. Non si tratta di citazionismo decorativo, ma di una traduzione materica del paesaggio in spazio abitabile — una delle cifre stilistiche più riconoscibili della ricerca progettuale di Stasolla.

La facciata: un oggetto mutevole tra legno e luce

La facciata è il primo atto di questo racconto. Michele Stasolla sceglie una struttura prefabbricata completamente vetrata avvolta da una cortina di travi di larice posizionati verticalmente, trasformando l’edificio in un oggetto che cambia volto a seconda del punto di osservazione: ora monolite compatto, ora leggerissima trama di assi. Un effetto cinematico che evoca il movimento delle spighe al vento — un omaggio discreto e poetico alla vocazione agricola del luogo. Il larice lamellare, proveniente da foreste certificate a gestione sostenibile, non è solo una scelta estetica: riduce l’impronta carbonica e parla la lingua della responsabilità ambientale che da sempre è il DNA di Girolomoni. Stasolla sceglie materiali che hanno una coerenza etica, non solo visiva.

Una narrazione verticale: quattro piani, un’unica storia

L’edificio si sviluppa su quattro livelli, ciascuno con una vocazione precisa, tutti parte di una narrazione unitaria concepita da Stasolla. Al piano interrato, dove la luce naturale è assente, un sapiente gioco di illuminazione LED e materiali caldi — legno naturale, gres porcellanato con piante rampicanti illuminate a luce radente — trasformano gli spazi di servizio in ambienti accoglienti e dignitosi. Perché la cura delle persone, per Stasolla, non ha piani privilegiati.

Al piano terra, in soli 130 mq convivono reception, mensa da 30 coperti, cucina multifunzione per show cooking, zona filtro produzione e un’isola acustica per incontri informali. Una compressione intelligente degli spazi, senza mai rinunciare alla qualità relazionale.

Il secondo piano è il cuore del progetto: un grande open space organizzato per aree tematiche dove le Collaborative Room completamente vetrate e insonorizzate rendono visibile il principio aziendale della trasparenza. Una scelta costruttiva prima ancora che metaforica — uno dei tratti più apprezzati della firma di Michele Stasolla.

 

Girolomoni sede

La quercia recuperata e il talento del dettaglio

È nei dettagli che la visione di Stasolla si rivela più compiutamente. Al secondo piano campeggia un tavolo coworking ricavato da una vecchia quercia secca recuperata sull’argine del vicino torrente di San Girolamo: attorno a quel tavolo si lavora, si discute, si decide, e quella quercia porta con sé la memoria silenziosa del territorio.

Le pareti di scale, mensa e aree comuni sono rivestite con la storia e i valori dell’azienda stampati su carta riciclata: un percorso narrativo immersivo che trasforma ogni spostamento interno in un momento di connessione con la filosofia di Girolomoni. Un museo diffuso dell’identità aziendale, integrato nell’architettura senza soluzione di continuità.

Il colore come sistema identitario

Stasolla usa il colore con la precisione di un semiologo. L’arancio Girolomoni segna porte dell’ascensore, armadietti e sedie delle sale riunioni. Il giallo grano nelle sedie della mensa. Il verde salvia nelle lastre di gres dei bagni. Il verde acqua negli sgabelli dell’area coffice. Una palette che non decora: identifica, orienta, appartiene all’azienda come un secondo logo.

Sostenibilità attiva: l’edificio che performa

Il progetto di Michele Stasolla non si accontenta di essere bello: performa. Involucro vetrato Schüco, ventilazione meccanica controllata, schermature solari a rullo, domotica integrata per illuminazione, climatizzazione e controllo accessi. Le pareti esterne completamente vetrate connettono continuamente chi lavora all’interno con il paesaggio marchigiano, contribuendo al benessere dei collaboratori. La natura entra nell’ufficio, ogni giorno, ad ogni ora.

Un edificio che dimostra come l’architettura industriale possa essere, al tempo stesso, radicata e contemporanea, funzionale e poetica. Un seme piantato su una collina che continua a germogliare — stavolta, grazie alla visione di Michele Stasolla, in legno, vetro e larice certificato.

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