La comunicazione è un ingrediente fondamentale quando si tratta di divulgare alcuni concetti prioritari per il comparto plastico. Tra questi, argomenti tecnici come l’importanza del recupero ma anche temi a sfondo sociale come la conquista delle pari opportunità.
Di Eva De Vecchis
Caldara Plast è un’impresa familiare attiva fin dal 1963 nel settore del recupero, della rigenerazione e del commercio di materie plastiche. Negli ultimi anni si è impegnata anche della divulgazione nel mondo scolastico con l’obiettivo di creare consapevolezza sul tema del riciclo. Ce lo racconta Francesca Gilardoni, impiegata di dell’azienda e referente dalle attività di comunicazione e marketing.

Francesca Gilardoni, impiegata di dell’azienda e referente dalle attività di comunicazione e marketing
Caldara Plast ha una forte identità e la sua mission, basata sul concetto di voler dare una seconda vita alla plastica, è ben delineata e riconoscibile. Quanto lavoro c’è dietro a tutto questo e come è stata organizzata la comunicazione aziendale?
“La comunicazione è molto importante e ha due obiettivi principali: il primo è far conoscere l’azienda e i suoi prodotti derivanti dal riciclo di materie plastiche. Il secondo è quello di definire meglio l’identità aziendale, i valori e gli obiettivi e comunicarli agli stakeholder sul territorio. Quello che fa Caldara Plast è positivo per l’ambiente perché permette di recuperare ciò che un tempo finiva in discarica come scarto. Caldara Plast ha sposato l’idea di comunicare che la plastica non è il male del mondo ma è una materia utile, necessaria, riciclabile. Come tale, l’uso che se ne fa, soprattutto nel fine vita, è fondamentale per garantire la circolarità di questa materia, il cui uso nella società moderna ha più benefici che danni. Basta pensare alla conservazione degli alimenti o alle applicazioni in ambito medico: senza plastica lo stile di vita di oggi sarebbe impensabile.
Questo concetto è quello che cerchiamo di trasmettere quando facciamo divulgazione nelle scuole raccontando ai ragazzi la necessità del riciclo ma anche i benefici della plastica e il suo corretto smaltimento. Aiutiamo a creare consapevolezza sul riciclo da una parte e dall’altra cerchiamo di far capire agli utilizzatori industriali che il compound riciclato ha ormai caratteristiche quasi simili al vergine, ma con un costo ambientale decisamente più basso. In un’ottica di sostenibilità le imprese che hanno a cuore l’ambiente devono fare scelte che rispecchiano questa loro sensibilità”.
Dopo una lunga attesa è tornata la fiera Plast, ci sono state differenze rispetto all’ultima edizione?
“È stata la prima volta che partecipavamo come espositori. Siamo dei neofiti delle fiere. Nel nostro piccolo possiamo dirci soddisfatti perché abbiamo avuto dei buoni contatti che stiamo approfondendo, anche dall’estero. Nel complesso l’organizzazione stessa ha rilevato un calo delle presenze rispetto all’ultima edizione pre-covid. Il Fakuma, invece, dove siamo stati già diverse volte ha subito un calo di presenze dovuto soprattutto alla situazione stagnante del mercato ma, probabilmente, anche all’eccessiva vicinanza del Plast. Nonostante questo qualche contatto è stato preso, vediamo di approfondire sperando che il mercato torni a crescere nei prossimi mesi”.

La sede Caldara Plast ad Alzate Brianza (CO)
Nel CCNL gomma plastica 2023 si fa riferimento alla parità di genere. Si parla del “raggiungimento della effettiva pari opportunità tra donne e uomini nel lavoro”. Si tratta di conquiste importanti. Quanto conta parlare di questi temi a livello legislativo e quanto ancora c’è da fare invece a livello culturale, su quali aspetti bisognerebbe insistere?
“Arrivare ad una piena pari opportunità sul lavoro è qualcosa di cui si parla molto. C’è una tendenza in miglioramento ma ci sono sacche di resistenza ancora ampie e legate soprattutto al retaggio culturale difficile da scalfire, che non vede ancora di buon occhio la donna che vuole fare carriera e che, contemporaneamente, ha anche una famiglia. Inoltre, spesso sono le donne a creare ostacoli ad altre donne. Dovrebbe esserci una maggiore flessibilità lavorativa per permettere alle mamme, ma anche alle caregiver, di bilanciare la vita lavorativa con quella privata, maggior uso del part time su richiesta delle donne e ricorso allo smart working ove applicabile.
Oggi i giovani e le donne hanno una concezione diversa del lavoro, devono sentirsi gratificati e parte di un obiettivo, avere benefici economici e intellettuali, trovare un ambiente stimolante in cui sentirsi realizzati. Non basta più solo lo stipendio. Sta alle aziende, al di là di quanto prevede la legge, trovare il modo di fidelizzare le persone di valore. Al giorno d’oggi basta poco per cambiare azienda: non si è più in un mondo in cui era già chiaro dove saresti andato in pensione. Bisogna lavorare anche su questi aspetti e aggiornarsi alle tendenze che ci sono nella società per attirare talenti (anche femminili) e soprattutto trattenerli.
Personalmente mi sono ritrovata a partecipare ad un piccolo movimento femminile, Women in Plastics, che è ancora in divenire e che ha il suo focus nel mondo della plastica. Per ora, io e altre donne ci siamo trovate al Plast durante un incontro dedicato e ci siamo conosciute e riconosciute in valori comuni. Siamo tutte consapevoli che è necessario aumentare la sensibilità e la consapevolezza su questo tema e, in generale, sul ruolo della donna, soprattutto in un mondo ancora a prevalenza maschile come quello della plastica.
Women in Plastics riunisce donne di tante aziende del settore, dalle CEO alle manager ma anche semplici impiegate perché al di là del ruolo è tanto quello che ci accomuna e, come gruppo, potremmo forse creare qualcosa di buono e che porti beneficio sia alle lavoratrici ma anche alle imprese: perché delle donne di talento e soddisfatte lavorano e producono meglio. Il gruppo si è poi riunito in dicembre a Milano e ha deciso di continuare questo percorso di networking al femminile.
Per ora si sono formati dei gruppi di lavoro su vari temi del settore come la partecipazione alle fiere, la formazione, l’approfondimento su temi legati al mondo della plastica, la collaborazione con il mondo scolastico e accademico. Ci sono molte donne che si stanno impegnando in modo positivo e a beneficio di tutte. Ci siamo date del tempo per provare a far funzionare questo gruppo, farci portavoce anche con altre donne e, durante i prossimi incontri, stabilire se sarà il caso di costituire ufficialmente questo movimento.

Le trafile
Sebbene il mondo della comunicazione abbia una buona percentuale di lavoratrici donne, può raccontarci della sua esperienza all’interno del comparto plastico ed, eventualmente, di come ha affrontato eventi che riguardano la disparità di genere?
“Nel mondo della plastica ho sempre avuto buoni rapporti con tutti coloro che ruotano attorno al comparto comunicazione, uomini e donne che siano. Personalmente penso che il merito vada al di là del genere. Chi si impegna e lavora bene ha i risultati che gli danno ragione. Oltre che sul tema della disparità io suggerirei anche di arrivare a parlare del “lookismo”, ovvero il fenomeno di privilegiare le persone non tanto per le capacità ma per l’aspetto fisico. Anche questo è un tema su cui lavorare e vale per i diversi generi, anche se è più marcato su quello femminile”.
Cosa consiglierebbe alle giovani donne che desiderano lavorare in questo settore?
“Innanzitutto, scegliere un percorso di studi seguendo le proprie passioni e i propri talenti, ma cercando di rimanere flessibili e aperte ad imparare sempre cose nuove. Il mondo della plastica è stimolante, innovativo, così come quello della comunicazione, ed è fondamentale mantenere la curiosità e aggiornarsi sulle novità”.

Compound rigenerato prodotto




