Primo trimestre in crescita per BASF

BASF

Il primo trimestre dell’anno in corso è stato caratterizzato da un significativo aumento dei prezzi di energia e materie prime e da problemi nelle catene di fornitura. “Ciononostante abbiamo iniziato davvero bene il 2022. BASF aveva già pubblicato dati preliminari l’11 aprile scorso”, dichiara all’assemblea generale di quest’anno Martin Brudermüller, Presidente del Consiglio di Amministrazione di BASF SE.

Rispetto al primo trimestre del 2021, l’EBIT è cresciuto di €3,7 miliardi attestandosi a €23,1 miliardi. La crescita del fatturato è stata soprattutto trainata dall’aumento dei prezzi, specialmente nei segmenti Chemicals e Materials. Anche gli effetti del cambio valute hanno sortito un effetto positivo sul fatturato, mentre si è registrata una leggera contrazione dei volumi. In particolare, la contrazione dei volumi del segmento Surface Technologies non è stata totalmente compensata dalla crescita in volume dei segmenti Agricultural Solutions, Industrial Solutions, Materials, Nutrition & Care e Chemicals. L’utile operativo (EBIT) ante special items è cresciuto di €497 milioni a €2,8 miliardi, in gran parte grazie alla considerevole crescita degli utili del segmento Chemicals.

Anche i segmenti Industrial Solutions, Materials e Nutrition & Care hanno fatto segnare un miglioramento significativo dell’EBIT ante special items. Il segmento Agricultural Solutions ha registrato un lieve aumento dell’EBIT ante special items. L’EBIT ante special items del segmento Surface Technologies ha, invece, segnayo un calo significativo, principalmente a causa di un forte indebolimento della domanda dal settore automotive. L’EBIT è cresciuto di €474 milioni rispetto al primo trimestre del 2021, attestandosi a €2,8 miliardi. L’utile netto si attesta a €1,2 miliardi, rispetto a €1,7 miliardi nello stesso trimestre dell’esercizio precedente, per effetto delle svalutazioni registrate da Wintershall Dea, che BASF ha incluso nell’utile netto delle partecipate pro quota (72,7%) come costo straordinario per un valore di €1,1 miliardi. Queste svalutazioni sono state dettate dalla guerra in Ucraina e dalle relative conseguenze politiche e riguardano, oltre al prestito Nord Stream 2, anche gli asset in Russia e l’attività di trasporto del gas.

Il cash flow delle attività operative ammonta a -€290 milioni, in miglioramento di €235 milioni rispetto al primo trimestre del 2021. Questo aumento, nonostante la maggiore liquidità vincolata nel capitale circolante per effetto dei maggiori costi delle materie prime e del forte incremento delle vendite, è principalmente attribuibile al miglioramento della performance operativa. Il free cash flow migliora di €88 milioni, attestandosi a -€893 milioni.

Outlook del Gruppo BASF per il 2022 Le prospettive macroeconomiche mondiali sono in questo momento soggette a un’elevatissima incertezza. In particolare, non è possibile prevedere l’ulteriore andamento della guerra in Ucraina e l’impatto che potrà avere su prezzi e disponibilità di energia e materie prime. In questo momento, BASF conferma le proprie previsioni macroeconomiche per l’esercizio 2022:

■ Crescita del prodotto interno lordo: 3,8%

■ Crescita della produzione industriale: 3,8%

■ Crescita della produzione chimica: 3,5%

■ Tasso di cambio euro/dollaro medio a $1,15 per euro

■ Prezzo medio annuale del petrolio (greggio Brent) a $75 dollari a barile Si confermano, quindi, le previsioni di fatturato e utili del Gruppo BASF per l’esercizio 2022 pubblicate nel Report BASF 2021, ovvero: ■ Fatturato compreso tra €74 miliardi e €77 miliardi

■ EBIT ante special items compreso tra €6,6 miliardi e €7,2 miliardi ■ Ritorno sul capitale investito (ROCE) tra 11,4% e 12,6%

■ Emissioni di CO2 comprese tra 19,6 milioni di tonnellate metriche e 20,6 milioni di tonnellate metriche.

Il contesto di mercato continua a essere dominato da un livello di incertezza straordinariamente elevato. Tra i possibili rischi, segnaliamo l’aumento dei prezzi delle materie prime e nuove sanzioni contro la Russia, come un embargo sul gas naturale, o una limitazione delle forniture di gas in risposta alle contro-sanzioni. Altri rischi possono essere l’andamento della pandemia di coronavirus e il mantenimento o l’introduzione di nuove misure per contenere il numero di contagi, soprattutto in Cina. Per contro, il mantenimento di un’elevata marginalità potrebbe presentare delle opportunità.

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