Se la robotica trasforma la manifattura alimentare

Manifattura alimentare

La robotica sta entrando in modo sempre più incisivo nella trasformazione alimentare, mettendo a disposizione la sua capacità di soddisfare elevati standard di velocità, sicurezza e qualità.

 

di Alessandro Bignami

 

Complici anche le difficoltà di grandi settori industriali come l’automotive e il tessile, la robotica sta entrando in modo sempre più incisivo nella trasformazione alimentare, mettendo a disposizione la sua capacità di soddisfare elevati standard di velocità, sicurezza e qualità.

Oggi al centro dell’attenzione si trovano soprattutto i principi dell’Hygienic Design, fondamentali per processi che entrano in contatto diretto con l’alimento, dalla lavorazione della materia prima fino al confezionamento finale. In particolare nei primi passaggi della filiera, il food sottopone ai costruttori di robot delle sfide complesse, come il mantenimento di ripetibilità e controllo nella manipolazione di prodotti di formati spesso irregolari, morbidi e fragili.

Crescenti investimenti sono inoltre dedicati allo sviluppo della cobotica, ovvero della collaborazione fra operatore umano e robot. Oggi le tecnologie di sicurezza consentono un’interazione più fluida fra la persona e la tecnologia che lo circonda e lo supporta nelle operazioni: le barriere e le restrizioni fisiche vengono infatti meno, mano a mano che i sistemi di controllo diventano più automatici e sofisticati. Ciò permette anche di ottimizzare e ridurre gli spazi della lavorazione. La combinazione di design igienico, meccanica avanzata e digitalizzazione spinge dunque la manifattura alimentare su livelli sempre più alti di efficienza e produttività.

 

L’impatto dirompente dell’IA

Nei prossimi anni potrebbe avrà un effetto dirompente l’utilizzo massiccio dell’intelligenza artificiale, che arriverebbe a rendere quasi superflua la presenza umana sulla linea produttiva, riducendo praticamente a zero i rischi di contaminazione.

Sono argomenti da tempo presenti nel dibattito tecnologico e industriale, sebbene ad oggi, anche negli stabilimenti più avanzati, l’IA è più che altro sfruttata per il monitoraggio delle condizioni dell’impianto e per la gestione dei dati in funzione di interventi di manutenzione e migliorie. In futuro il robot intelligente sarà probabilmente molto più invasivo, superando le ricette pre-impostate dai software e arrivando ad agire in modo autonomo. È dunque prevedibile che l’uomo sarà sempre meno coinvolto nel vivo della lavorazione e che, almeno a sentire gli esperti di robotica, dovrà concentrarsi sul controllo da remoto e sulle decisioni strategiche.

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