Cresce la richiesta di beni strumentali

Mindsphere

Si è da poco concluso a Piacenza l’evento “Macchine Connesse: la Parola ai Costruttori” dedicato allo stato dell’arte della transizione 4.0 in Italia per il settore macchine e impianti. L’appuntamento presso Expo Fiera Piacenza è stato promosso dall’Associazione specializzata in IIoT, MindSphere World. Una comunità internazionale di aziende che dal 2018 si fa portavoce della digitalizzazione nel comparto industriale attraverso un modello basato su piattaforme tecnologiche condivise ed un approccio di tipo ecosistemico.

MindSphere World mette a fattor comune competenze digitali e soluzioni al servizio delle aziende, promuovendo tra queste una rete di collaborazioni commerciali standard per la creazione di sinergie di business vincenti su scala globale. Alla base dell’operatività dell’Associazione vi sono innovazione, interoperabilità e regolamentazione, elementi che sono stati declinati nei diversi tavoli tecnici organizzati a “Macchine Connesse”.

La mattinata si è aperta con “La visione del mercato italiano” – a cui hanno preso parte Barbara Colombo – Presidente UCIMU (Unione Costruttori Italiani Macchine Utensili), Riccardo Cavanna – Presidente UCIMA (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio) e Francesco Rolleri – Presidente Confindustria Piacenza, con la presentazione a cura di Elisa Negri dei dati raccolti dall’Osservatorio Transizione Industria 4.0 del Politecnico di Milano su “L’IoT industriale in un’Italia in evoluzione”. Un sondaggio effettuato su un campione di 175 professionisti del settore che ha mostrato come nel 2021 il 34% dei costruttori di macchine ed end-user abbia fatto richiesta di beni strumentali a fronte di un canone, e di come siano stati concessi software di supporto alla produzione a fronte di un canone per il 33%. Anche i servizi per la manutenzione preventiva e predittiva sono stati richiesti dalle aziende italiane (rispettivamente 24% e 3%). Percentuali che evidenziano come le imprese abbiano la necessità di appoggiarsi ad esperti per potenziare i propri processi e per riuscire a mantenere alta la propria competitività in sistemi ormai necessariamente data-driven.

Lo stesso sondaggio ha messo poi in evidenza una stima di crescita degli investimenti in IoT da parte delle aziende di circa 12-15% nel 2021 – l’anno precedente sono stati registrati impieghi per 4.1 miliardi di euro per tecnologie abilitanti per l’industria, di cui più del 50% è rappresentato dall’IoT industriale. Ma quanto tali investimenti riescono a integrarsi con l’intero processo produttivo? Questo il punto focale della giornata che ha portato alla luce la necessità di implementare processi di servitizzazione capaci di coniugare esperienze e competenze “tradizionali” all’utilizzo strategico dei dati dei macchinari. Una tecnologia è funzionale quando vi è una rete di conoscenze condivise in grado di servirsi di tutto il suo potenziale e trasformarlo in un modello di business vincente, questo il fil rouge che ha accompagnato i diversi interventi nella consapevolezza delle esigenze odierne e future del mercato dell’industria.

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