
Brugola OEB – azienda italiana multinazionale, esperta nella produzione di viti per il settore automotive conferma il proprio impegno nella transizione ecologica, presentando i risultati del più recente report sulla propria Carbon Footprint di Organizzazione, redatto in conformità con la norma internazionale UNI EN ISO 14064-1:2019.
Il documento rendiconta le emissioni dirette e indirette generate nel corso del 2024 dagli stabilimenti attraverso i quali si sviluppa il ciclo produttivo, in Lissone e Desio.
La Carbon Footprint dell’organizzazione nel 2024 si è attestata a poco più di 13.000 tonnellate di CO₂ equivalente, segnando un calo significativo rispetto alle 19.200 tonnellate del 2023 e alle 21.500 tonnellate del 2019, anno base per il monitoraggio degli obiettivi di riduzione delle emissioni.
Il dato del 2024 rappresenta già una riduzione del 40% delle emissioni assolute rispetto al 2019, risultato ottenuto grazie al continuo impegno dell’azienda in attività di efficientamento energetico, e in maniera decisiva, all’approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili con Garanzie di Origine (GO).
Già nel 2023, Brugola aveva registrato una riduzione del 18% delle emissioni rispetto al 2019, che saliva al 24% considerando le compensazioni attive. La traiettoria intrapresa dimostra la solidità e la coerenza delle politiche ambientali dell’azienda.
Le iniziative di compensazione ambientale
A questo importante traguardo si affianca il contributo delle iniziative di compensazione ambientale, realizzate in collaborazione con Forever Bambù, realtà leader in Europa nella forestazione di bambù gigante. Questa pianta, nota per le sue straordinarie proprietà di assorbimento della CO₂ — fino a 35 volte superiori rispetto a un bosco misto tradizionale — rappresenta una delle soluzioni più efficaci e innovative nella lotta al cambiamento climatico.
Dal 2022, infatti, Brugola è Ambasciatore per la Sostenibilità del progetto Forever Bambù, supportando ogni anno due ettari di bambuseti biologici e simbiotici in Lombardia (Trezzo sull’Adda, Torre Pallavicina, Ripa Persico). Il progetto è stato completato nel 2024 con l’acquisto del sesto ettaro, e garantisce una mitigazione certificata di 1.560 tonnellate di CO₂ all’anno fino al 2044.
Nel 2024, inoltre, Brugola ha anche raggiunto un primato italiano: la realizzazione del primo bambuseto aziendale su terreno di proprietà, a Muggiò (MB). Il progetto, che occupa un’estensione di 10 ettari, rappresenta uno dei più innovativi esempi di carbon insetting in Italia. La nuova foresta, oltre a ridurre le emissioni e le polveri sottili, contribuirà a compensare oltre 4000 tonnellate di CO₂ all’anno.
Jody Brugola: “L’obiettivo è chiaro: ridurre del 70% le emissioni entro il 2030 e raggiungere la Carbon Neutrality entro il 2035”
L’impegno di Brugola OEB nella transizione ecologica è concreto, misurabile e coerente con una visione di lungo termine che punta a coniugare leadership industriale e responsabilità ambientale.
“I risultati raggiunti nel 2024 rappresentano per noi un passaggio fondamentale in un percorso che abbiamo intrapreso con convinzione e responsabilità. Ridurre del 40% le nostre emissioni rispetto al 2019 è il frutto di un impegno strutturale, fatto di investimenti in efficienza, innovazione tecnologica e approvvigionamento da fonti rinnovabili”, dichiara Jody Brugola, Presidente Brugola OEB.
“Come impresa industriale e multinazionale italiana, sentiamo il dovere di fare la nostra parte per contrastare il cambiamento climatico. Per questo abbiamo scelto di affiancare alla riduzione diretta delle emissioni anche progetti di compensazione concreti e misurabili, come la forestazione di bambù gigante con Forever Bambù, e l’implementazione di un bambuseto su terreno di nostra proprietà, primo caso in Italia nel suo genere. L’obiettivo è chiaro: ridurre del 70% le emissioni entro il 2030 e raggiungere la Carbon Neutrality entro il 2035. Siamo consapevoli della sfida, ma anche del valore che può generare: per l’ambiente, per i nostri collaboratori, per i nostri clienti e per le comunità in cui operiamo.”


