
Si è tenuta a Palazzo dei Giureconsulti, la conferenza stampa di presentazione di 33.BI-MU, biennale internazionale della macchina utensile, robot, automazione, digital e additive manufacturing, in programma, dal 12 al 15 ottobre, a fieramilano Rho. Organizzata da EFIM-Ente Fiere Italiane Macchine, la manifestazione è promossa da UCIMU-Sistemi per produrre, l’associazione che rappresenta i costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e tecnologie ausiliarie.
Con 400 imprese e 33.000 addetti, l’industria italiana di settore recita un ruolo di primo piano nello scenario internazionale ove è risultata, nel 2021 (ultima rilevazione disponibile), quarta sia nella classifica di produzione, sia in quella di export che in quella di consumo.
La domanda mondiale di macchine utensili passerà dai 62,4 miliardi di euro del 2021 ai 73,9 miliardi attesi nel 2024, registrando un incremento del +18,5%. Rispetto all’andamento del mondo, nel periodo di riferimento 2021-2024, l’Europa registra l’incremento più marcato della domanda di macchine utensili (+21,6%); il valore passa infatti dai 16,8 miliardi del 2021, ai 20,4 miliardi attesi nel 2024. L’Asia è comunque il mercato di consumo più grande, con un valore che passa dai 34,8 miliardi del 2021 ai 41,2 miliardi stimati per il 2024 (+18,2%).
Al di là delle variazioni annuali, secondo le previsioni elaborate da UCIMU sui dati Oxford, la classifica di consumo mondiale vedrà la conferma delle posizioni attuali con l’Italia quarta preceduta da Cina, Stati Uniti, Germania e seguita, a distanza, dal Giappone.
“Alla luce di questi dati – ha affermato Barbara Colombo – i costruttori italiani, senza perdere di vista i mercati emergenti o emersi di recente, devono assolutamente occuparsi della domanda più vicina a loro, vale a dire, oltre a quella domestica, quella espressa dai paesi dell’Unione Europea e dagli Stati Uniti.
D’altra parte, nel primo semestre 2022 (ultimo dato disponibile, elaborazione UCIMU su dati ISTAT), principali aree di destinazione delle esportazioni di made in Italy sono risultate: Stati Uniti (214 milioni, +29,6% rispetto al primo semestre 2021); Germania (138 milioni, -25,2%); Cina (92 milioni, +4,8%); Francia (83 milioni, +12,2%); Polonia (81 milioni, -1,9%) e Spagna (61 milioni +41,6%).
“Nonostante il mercato sia ancora in movimento, l’incertezza determinata dal confitto e dall’incremento vertiginoso dei costi di materie prime e energia, sta mettendo a dura prova le imprese manifatturiere del vecchio continente”, ha aggiunto la presidente di UCIMU. “Per questo, con specifico riferimento all’Italia, chiediamo al governo che tra poco si insedierà di ragionare su un pacchetto di misure ad hoc”.
“Grazie agli incentivi 4.0, l’ammodernamento “dell’Officina Italia” è stato avviato e sostenuto, ma la trasformazione digitale degli impianti e l’ampliamento della capacità produttiva non sono certo ultimati, devono, quindi, proseguire. Per questo chiediamo alle autorità di governo di ragionare, oltre il 2025, su un provvedimento strutturale di incentivo alla sostituzione dei macchinari obsoleti e di introduzione di tecnologie 4.0. Anche perché queste tecnologie rispondono all’esigenza di riduzione dei consumi di energia e di gestione ottimale delle risorse.

“La validità delle misure a favore della competitività del manifatturiero, identificate con il termine Industria 4.0, è misurabile non solo con l’analisi dell’andamento del consumo italiano ma anche con l’osservazione delle tecnologie realizzate in questi ultimi anni, tecnologie che saranno esposte a 33.BI-MU che si presenta con numerose novità”, ha commentato Alfredo Mariotti, direttore generale di UCIMU.
Protagoniste di 33.BI-MU sono quasi 700 imprese, il 37% estere. Le tecnologie in mostra, distribuite su una superficie totale di 65.000 metri quadrati nei quattro padiglioni allestiti per l’evento, 9-11/13-15, rappresenteranno al meglio l’offerta internazionale di settore. Sotto i riflettori saranno: macchine ad asportazione, deformazione e additive, robotica, automazione, tecnologie digitali e 4.0, intelligenza artificiale, sistemi di metrologia e controllo qualità, logistica per l’industria meccanica, tecnologie ausiliarie e subfornitura.
BI-MU non è, però, “solo” esposizione di innovazione, o evento commerciale, è anche, e soprattutto, momento di aggiornamento tecnologico e approfondimento culturale tematico. L’arena BI-MUpiù, allestita al padiglione 13, ospiterà oltre 60 incontri, a cura degli espositori e degli organizzatori. Oltre 20 incontri specificatamente dedicati alla manifattura additiva saranno invece organizzati nell’Area piùAdditive allestita al padiglione 15.
Infine, per questa edizione di BI-MU, gli organizzatori hanno accolto, per la prima volta, la Conferenza Annuale della Robotica organizzata da I-RIM, l’Istituto nazionale per la robotica e le macchine intelligenti, che ha scelto la biennale per svolgere la sua due giorni di lavoro che richiamerà professori, studiosi, ricercatori ed esperti impegnati nell’attività accademica e di ricerca dedicata al mondo della robotica industriale.
Altra novità di 33.BI-MU è la piena concomitanza con Xylexpo, mostra dedicata alle tecnologie per la lavorazione del legno e per i componenti per l’industria del mobile, che ha deciso di cambiare il suo posizionamento temporale e spostarsi da maggio a ottobre per poter seguire il periodo di svolgimento di BI-MU, occupando i padiglioni limitrofi (22-24). I due eventi espositivi “valgono insieme” 100.000 metri quadrati di superficie espositiva totale, 6 padiglioni, 1.000 imprese e 100.000 visitatori attesi.


