Confindustria Veneto Est: eletti nuovi rappresentanti nel consiglio generale di Federmeccanica

Veneto Est rappresentanti Federmeccanica

 

È il comparto di punta dell’industria italiana, rappresentato da Federmeccanica, che conta oltre 1,5 milioni di collaboratori e contribuisce per circa l’8% al PIL nazionale e per il 50% alle esportazioni del nostro Paese. Un settore nel quale l’industria metalmeccanica e meccatronica di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo che rappresenta il 55,2% del comparto in Veneto, rafforza la rappresentanza a livello nazionale.

Chiamata ad eleggere il Consiglio Generale per il biennio 2024-2026, l’Assemblea Generale Privata di Federmeccanica ha eletto in rappresentanza di Confindustria Veneto Est sette componenti del Consiglio Generale: Riccardo Casarotti (Solmec S.p.A. – Rovigo), Margherita Gabrielli (Gabrielli S.p.A. – Cittadella, PD), Alessia Miotto (IMESA S.p.A. – Cessalto, TV), Mario Tolusso (Carraro S.p.A. – Campodarsego, PD), Mirco Viotto (Elettromeccanica Viotto S.r.l. – San Donà di Piave, VE), Antonio Zambelli (FEMI-CZ S.p.A. – Rovigo) e Stefania Zattarin (2 Zeta S.r.l. – Bastia di Rovolon, PD). Tra i Probiviri di Federmeccanica per il quadriennio 2024-2028 è risultato eletto Domenico Vettorello (Vettorello S.r.l. – Casale sul Sile, TV).

 

La forza della rappresentanza

“È il frutto di un grande lavoro di squadra e il riconoscimento della forte e radicata tradizione del nostro territorio nella produzione metalmeccanica unita all’innovazione”, commenta Antonella Candiotto, Presidente del Gruppo Metalmeccanico di Confindustria Veneto Est. “Qui si concentra oltre il 55% delle imprese e degli addetti del comparto in Veneto, circa metà dell’export. La forza della rappresentanza nella squadra del Presidente nazionale Federico Visentin è cruciale, soprattutto in un momento delicato come questo, condizionato da tensioni geopolitiche, arretramento di mercati cruciali come la Germania, energia, materie prime e trasporti ancora cari, tassi elevati, che si riflettono in un rallentamento congiunturale e riduzione dei margini aziendali”.

“Dobbiamo confrontarci tutti con questa realtà, mettere in campo azioni concrete e adeguate. Oltre l’atteso decreto attuativo di Transizione 5.0, che ha tempi di implementazione molto stretti, occorrono misure strutturali, con un orizzonte almeno a cinque anni per rilanciare gli investimenti, potenziare gli incentivi su Ricerca e Sviluppo, oltre a rendere strutturale il taglio al cuneo fiscale, ampliando la platea e con un significativo abbattimento del costo del lavoro per le aziende. In questa direzione, daremo voce e forza alla metalmeccanica del nostro territorio”.

 

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