S.I.A.: il raccoglitore intelligente di prodotti lavorati in uscita

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In un settore manifatturiero sempre più competitivo, recuperare i margini necessari per una crescita sana delle imprese è fondamentale. A maggior ragione in quest’ultimo periodo, nel quale i costi dell’energia e delle materie prime rappresentano variabili difficili da gestire.

Anche interventi apparentemente modesti possono fare un’enorme differenza: S.I.A. (Smart Industrial Automation) è una realtà che nasce dalla visione di Paola Niedda, imprenditrice con un background in marketing, vendita e gestione amministrativa, e con un occhio attento nei confronti del settore manifatturiero.

“S.I.A. nasce dalla mia visione che le piccole medie imprese possano trovare rinnovata marginalità operativa e al contempo farlo in modo sostenibile e rispettoso grazie all’introduzione di automazioni innovative per le numerose attività accessorie alla produzione. Attività ad oggi svolte manualmente per mancanza di soluzioni affidabili, standardizzate, industrializzate e/o di costo competitivo. – conferma Paola Niedda, amministratore unico dell’azienda – Tale approccio è maturato durante la mia precedente attività consulenziale svolta con la mia ex Daedalus Solutions; approccio che molto presto si è consolidato in un progetto di impresa grazie all’incontro con imprenditori esperti in tecnologie di automazione produttiva e di integrazione informativa per l’impresa manifatturiera”.
“Negli ultimi anni ho svolto attività di consulenza per imprese manifatturiere per lo sviluppo commerciale con l’impiego di tecnologie e canali digitali, attività che mi hanno aperto diverse strade offrendomi molteplici occasioni di crescita e formazione personale.

In Digipro Srl, socio in SIA, troviamo ingegneri meccanici e gestionali attivi anche all’interno di altre società che progettano e producono linee per il packaging di prodotti liquidi (detergenti, alimentari, ecc.). Questi soci portano in SIA competenza meccanica nella progettazione e produzione dei sistemi di automazione. Grazie al loro sostegno, nel maggio 2022 ho costituito S.I.A. Srl, e dopo solo un mese ho convertito l’azienda a Start-Up Innovativa grazie al deposito di un brevetto per l’automazione industriale”.

 

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Paola Niedda, amministratore unico di S.I.A., con l’inventore di ASTUTA Alberto Cantalù

 

Tipicamente lo scarico dei pezzi finiti lavorati dai torni da barra a fantina mobile o fantina fissa prevede l’utilizzo di un semplice scivolo, in dotazione al tornio, che conduce il pezzo lavorato verso un contenitore, solitamente in plastica o metallo, posto fuori dalla macchina stessa. Ciò comporta però tre significativi problemi: il primo di tipo qualitativo, il secondo di rispetto dell’ambiente, il terzo di tipo ergonomico e di sicurezza per gli operatori che lavorano a bordo macchina.

Anche se il contenitore è profondo solo poche decine di centimetri, infatti, talvolta la caduta da questa altezza è sufficiente a causare segni estetici o addirittura problemi di non conformità in fase di controllo qualità, e i pezzi sono quindi destinati ad essere scartati. Non solo: il velo di olio lubrorefrigerante presente sui pezzi viene disperso nel contenitore utilizzato o, peggio ancora, a terra, con conseguente possibile contaminazione ambientale e costanti problemi di sicurezza per gli operatori.

ASTUTA, acronimo di Automatic Smart TUrning TAble, risolve questi problemi in modo semplice e ingegnoso.

“A maggio 2023, in occasione della fiera Mecfor di Parma, abbiamo festeggiato e celebrato non solo il primo anniversario aziendale di S.I.A., ma anche il successo di ASTUTA già presentata ufficialmente per la prima volta al pubblico un anno prima negli stand di Top Automazioni e Team System alla fiera Mecspe di Bologna nel marzo 2022”.

Ma qual è il motivo del successo di ASTUTA? Semplice: non esistono soluzioni analoghe capaci di gestire in maniera automatica, pratica e affidabile lo scarico dei pezzi dai torni. Si tratta infatti di un raccoglitore intelligente, compatto e universale, sul quale i particolari vengono raccolti delicatamente senza che debbano cadere da altezze potenzialmente rischiose.

Ruotando solo al momento opportuno, il disco del raccoglitore sposta i pezzi fino a un punto di stop (tempo ciclo modificabile), inoltre grazie alla presenza di una paratia fermalotto i pezzi precedentemente scaricati non entreranno mai in collisione con quelli ancora da scaricare. In questo modo, a seconda della dimensione dei particolari lavorati, sarà possibile preservare da diverse decine fino a centinaia di pezzi. L’eventuale olio in eccesso, inoltre, può essere raccolto e reimmesso nella macchina utensile o convogliato in altri impianti di smaltimento.

 

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“Così facendo si ottengono diversi benefici”, conferma Paola Niedda. “Possono essere lanciati dei lotti senza che sia necessario avere operatori a bordo macchina a presidiare il lavoro, come durante la pausa pranzo, o durante le produzioni notturne, quando tra l’altro l’energia costa meno. L’abbiamo ideata dando la priorità alla qualità dei materiali che la compongono e alla semplicità di utilizzo, compiendo un grande sforzo per renderla anche economicamente interessante. Il disco rotante è infatti in robusto acciaio antiusura Hardox, a richiesta possiamo fornire appositi tappetini in tecnopolimero per preservare al massimo i pezzi depositati. I primi esemplari forniti in test ad alcune aziende hanno dimostrato come sia possibile avere un ritorno dell’investimento in pochissimi mesi”.

ASTUTA, che è oggetto di una domanda di brevetto depositato, è disponibile nelle versioni alta e bassa con diametro 940 mm e da questo autunno sarà disponibile anche il modello da 550 mm, più adatto a posizionarsi in officine con spazi ristretti, o a servire fantine mobili.

La capacità telescopica automatica di ASTUTA le permette di alzarsi o abbassarsi per adattarsi sia ai diversi modelli di torni presenti sul mercato, sia per impostare la corretta pendenza dello scivolo sulla base delle caratteristiche dei pezzi lavorati. Un’ulteriore accortezza che la rende unica e universale.

“ASTUTA garantisce molti vantaggi rispetto a un approccio tradizionale: permette infatti di abilitare una produzione H24 a basso presidio o addirittura senza personale presente – aggiunge Paola Niedda –preservando al contempo la qualità e la finitura dei pezzi. Assicura pulizia del posto di lavoro con il riciclo degli olii e il recupero di piccoli trucioli nell’apposita vasca. È ergonomica e costruita con materiali affidabili e inoltre non richiede la sostituzione periodica di alcun componente, come invece succede per la manutenzione di altre soluzioni di raccolta. ASTUTA è un investimento responsabile e sostenibile a tutto tondo, e, per dirla patriotticamente, è interamente Fatta in Italia! Ma in molte tornerie resta comunque ancora parecchio margine di produttività da sfruttare. A questo prova a dare una risposta S.I.A. Advisoring, che offre consulenze su misura per le esigenze dei clienti: infatti, grazie agli accordi stipulati con alcuni partner, riusciamo a offrire un servizio completo e di altissima qualità e affidabilità per migliorare il contesto aziendale e/o quello in cui ASTUTA viene utilizzata”.

 

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Compatta e robusta, ASTUTA G-12 con panel PC porta a bordo macchina i sistemi informativi gestionali

 

Il riferimento è all’offerta di un pacchetto di soluzioni pensate per rispondere alle esigenze delle PMI. L’acquisto di ASTUTA apre infatti le porte a una serie di servizi utili in omaggio o a prezzo scontato. Come quelli proposti da Pertec, che si occupa di finanza agevolata; TekApp, invece, lavora nel campo della cybersecurity e della cyber-intelligence; G-Code Training, infine, eroga servizi di formazione di vario livello per operatori di macchine utensili.

“Qualunque sia la realtà aziendale in cui ASTUTA verrà utilizzata, vogliamo contribuire alla crescita trasversale delle aziende. Ad esempio con una consulenza legata alla richiesta degli incentivi come da piano Transizione 4.0, visto che è concepita come una macchina Industria 4.0 Ready e che può essere interconnessa con i sistemi di produzione e informativi dell’azienda. A proposito di connettività, sappiamo quanto sia oggi fondamentale tutelare la sicurezza dei dati, e non possiamo più esimerci dal farlo. Va in questa direzione il pacchetto per la cybersecurity. Un tema di grande attualità è poi quello della disponibilità di personale qualificato: poter attingere all’interno di un ampio catalogo di corsi di formazione per operatori e tecnici significa sfruttare al meglio le macchine presenti in officina”.

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