Per fare il punto sull’attività di CPM, gli investimenti recentemente sostenuti e i programmi previsti per il breve-medio termine, abbiamo incontrato il Vice-Direttore Generale e Direttore Commerciale Simone Fantin.
Ing. Fantin, quali sono gli obiettivi principali di CPM per il 2016?
Un obiettivo prioritario è rappresentato dallo sviluppo dell’azienda in settori alternativi a quello di riferimento delle trasmissioni meccaniche, che ha sempre rappresentato il 60-70% del fatturato, ma attraversa attualmente una fase di stallo.
I comparti industriali maggiormente coinvolti in questo sforzo di diversificazione sono rappresentati dall’Oil & Gas e dal Mini eolico. Quest’ultimo ha subito diverse traversie, essendo legato alla disponibilità di finanziamenti governativi, ma può offrire buone opportunità.
Naturalmente siamo sempre impegnati ad ampliare le collaborazioni anche nell’ambito dei settori più consolidati: oltre che in quello delle trasmissioni, anche nel tessile e nella robotica.
Per questo segmento di mercato, in cui il riduttore è utilizzato per la movimentazione degli assi dei robot, stiamo affrontando nuovi progetti con alcuni importanti player alla ricerca di soluzioni tecnologicamente più avanzate: in questo ambito sono buone le prospettive di crescita fino al 2020.
Quali sono le caratteristiche dei cuscinetti che verranno impiegati per queste applicazioni?
Si tratta di cuscinetti speciali, integrati nel prodotto complessivo finale, che trovano alloggiamento in ingombri ridotti: si caratterizzano per le rigidezze importanti, che
L’integrazione delle parti adiacenti nel cuscinetto consente la realizzazione di un prodotto che, oltre alla performance, permette un’economicità di realizzazione.
Quali investimenti sta sostenendo l’azienda sul fronte della qualità?
Una scelta molto importante, in questo ambito, è costituita dall’implementazione della certificazione ISO TS, relativa al settore automobilistico.
Questa certificazione servirà a differenziare il servizio fornito da CPM e a consolidare i rapporti con garantiscono un elevato livello di precisione del riduttore. i più importanti gruppi industriali in Italia e all’estero. Le procedure per l’ottenimento della certificazione ISO TS sono state avviate circa un anno fa, con l’acquisizione dell’importante cliente Oerlikon Graziano. CPM fornisce a questa società una serie di particolari meccanici di altissima precisione, adottati nelle scatole cambio delle vetture di alta gamma.
Si tratta di un’applicazione di nicchia, non caratterizzata da volumi molto elevati, ma di grande prestigio.
L’ottenimento della certificazione avrà una valenza importante anche per la collaborazione con altri clienti che, pur non appartenendo al settore automotive in senso stretto, richiedono a titolo preferenziale il rispetto delle procedure prescritte dalla ISO TS.
La certificazione ISO TS si aggiungerà alla ISO 9001:2008, ottenuta molti anni fa, e alla ISO 14001, relativa alla gestione ambientale, acquisita nel luglio 2015.
La disponibilità di questo pacchetto di certificazioni rappresenta un traguardo importante, che riallinea CPM con i maggiori costruttori di cuscinetti di livello internazionale.
Il mercato è diventato sempre più esigente: oltre alla qualità, data ormai per scontata, si richiede un rigido controllo sulla stabilizzazione dei processi produttivi.
In questa ottica l’azienda sta operando alcuni investimenti nel reparto montaggio: l’impiego di linee automatiche di assemblaggio, prescritta dalla normativa, assicura un alto grado di efficienza ed evita la possibilità dell’errore umano nel controllo finale del prodotto.
Questo tipo di approccio impatta anche sull’attività dei fornitori, che saranno auditati per verificare la capacità dei loro processi di realizzare prodotti in linea con le nostre aspettative.
Sarà così disponibile una documentazione completa, in grado di attestare lo sviluppo di un processo integrato, ben strutturato e certificato in tutte le sue fasi.
Prevediamo che l’installazione delle nuove linee di montaggio e l’implementazione della certificazione ISO TS vengano completati entro un paio d’anni.
Sono previsti anche investimenti nelle risorse umane, per disporre delle figure professionali chiamate a gestire le necessità legate a questa fase dello sviluppo aziendale.
Facendo un passo indietro, in quali applicazioni, recentemente, avete ottenuto i risultati migliori?
Nel corso del 2015 si sono registrati una lieve flessione nel campo delle trasmissioni meccaniche, una sostanziale tenuta del settore agricolo e un buon andamento del comparto tessile.
Buoni riscontri sono venuti anche dalle applicazioni di nicchia nel campo elettromedicale, in cui siamo presenti con un cuscinetto ad altissime prestazioni impiegato nella realizzazione dei tubi a raggi X utilizzati per le radiografie e le TAC.
Questo settore si è sviluppato negli scorsi anni e, anche in prospettiva, dovrebbe mantenersi su livelli medio-alti.
È previsto, nel breve, un arricchimento della gamma produttiva?
In questa fase stiamo operando una diversificazione di prodotto, implementando la nostra gamma con i cuscinetti a rulli incrociati, utilizzati prevalentemente in applicazioni nella robotica o nelle tavole rotanti, dove le rigidezze richieste sono molto elevate.
Nel 2015 abbiamo iniziato a sviluppare questa tipologia di prodotto, unitamente ai cuscinetti a rulli conici, un’altra novità per CPM.
Nel campo dei cuscinetti a rulli conici, peraltro, occorre sviluppare prodotti alternativi a quelli facilmente reperibili sul mercato, dove la concorrenza è molto ampia e comprende anche numerose aziende che sviluppano produzioni low cost.
Nell’ambito siderurgico, per esempio, non si richiedono volumi elevati, ma viene impiegata una tipologia di prodotto non particolarmente diffusa.
Quali sono i programmi di CPM per lo sviluppo dell’attività in Italia e all’estero?
L’obiettivo aziendale è quello di realizzare, nel corso dei prossimi 5 anni, una crescita del 30-40%.
Attualmente il mercato di riferimento è ancora quello domestico, cui è destinato il 60-65% delle vendite, benché le società multinazionali che forniamo esportino buona parte della loro produzione.
Il valore complessivo dell’export, diretto o indiretto, raggiunge pertanto il 70-75% del giro d’affari.
Anche mediante la partecipazione alle fiere di settore, da alcuni anni stiamo rivolgendo un’attenzione crescente ai mercati asiatici, che attualmente incidono per circa il 12% sul nostro fatturato, ma dispongono delle potenzialità per assicurare risultati migliori.
Buone opportunità sono offerte anche dal mercato nordamericano e da quello brasiliano. Il Brasile, peraltro, non sta vivendo un momento positivo, dovendo scontare importanti riduzioni del PIL.
Siamo impegnati a mettere a punto la strategia più corretta per affrontare questi mercati lontani, in cui non tutte le aziende sono abituate ad accettare i prezzi europei, pur in presenza di elevati standard qualitativi.
Per il momento la nostra presenza su questi mercati è legata alla fornitura delle filiali delle multinazionali di stampo europeo, mentre l’obiettivo è quello di collaborare anche con gli OEM locali.
Una possibilità per i nostri cuscinetti potrebbe essere rappresentata, sul mercato cinese, dalla crescente affermazione dei riduttori per la robotica. L’impiego di componentistica di qualità, infatti, renderebbe il prodotto finale esportabile anche sui mercati più qualificati.
Su alcuni di questi mercati è possibile pensare alla costituzione di filiali commerciali?
La costituzione di una filiale commerciale, che richiederebbe un investimento importante, potrebbe concretizzarsi nel momento in cui il business generato in un determinato paese assumesse un valore significativo.
Attualmente siamo orientati ad avvalerci di strutture, anche di consulenza, in possesso di una buona conoscenza dei mercati locali, che siano in grado di creare un collegamento tra CPM e le aree di potenziale sviluppo.
Sono previsti, per il breve-medio termine, investimenti nell’attività produttiva?
Nel 2015 abbiamo arricchito il parco macchine con l’acquisto di due lappatrici, per superfinitura delle piste, e di una rettificatrice.
Per quest’anno non sono previsti investimenti nell’impiantistica: la capacità produttiva attuale, infatti, sarebbe sufficiente per sostenere anche una crescita del fatturato del 30%.
Il parco macchine a nostra disposizione comprende, tra l’altro, anche le alternative per sopportare eventuali fermi dovuti a manutenzioni straordinarie o ad altre problematiche. È probabile, invece, l’acquisizione di sistemi hardware e software mirati all’ottenimento della certificazione ISO TS.
L’efficienza del servizio continuerà ad avere un’importanza prioritaria?
CPM si è sempre contraddistinta per un ottimo servizio, finalizzato ad assicurare flessibilità e versatilità ai clienti. In un mercato caratterizzato sempre più da incertezza e variabilità della domanda, con scarsa capacità previsiva, l’efficienza nel fornire risposte rapide ed efficaci rappresenta un driver di successo.
Continueremo a puntare anche su questa attività, che è stata importante anche per sviluppare le collaborazioni con le grandi società multinazionali.
Il cliente sarà ancora posto al centro della nostra strategia e faremo in modo che il servizio, garantito da indici OTD (On Time Delivery) del 95-96%, rappresenti un fattore fondamentale perché ci venga riconfermata la fiducia.
L’andamento attuale della meccanica e dei vostri settori di riferimento giustifica un moderato ottimismo per il medio termine?
Fino alla metà del 2015 gli esperti esprimevano previsioni rassicuranti sull’inizio di un trend favorevole. In realtà, le aziende del nostro settore nell’ultimo quadrimestre hanno registrato una flessione, che sta trovando conferma in questo inizio d’anno.
Parlare di ottimismo, per il momento, mi sembra improprio e sarà richiesta alle aziende una particolare attenzione nei costi per chiudere l’anno con una dignitosa marginalità. A mio avviso, è probabile che l’auspicata crescita si rea¬lizzi più avanti.
Per quanto ci riguarda, l’obiettivo è quello di confermare i risultati raggiunti nel 2015. È importante sottolineare, peraltro, che CPM è impegnata in una serie di progetti e di attività, avviati 2-3 anni fa, che vedranno la luce nel corso dell’anno.






