Texpack riparte più forte di prima

Texpack

Dopo il 2020 segnato dalla tragica perdita del carismatico fondatore Giorgio Lanza e dalla crisi sanitaria, Texpack sta rispondendo con determinazione alla ripresa della domanda. E, con l’ingresso in azienda della seconda generazione, guarda fiduciosa al futuro.

di Alessandro Bignami

Alla ripresa della domanda registrata nel 2021, Texpack sta rispondendo con prontezza e determinazione. Dopo un 2020 doloroso, segnato dalla scomparsa del carismatico fondatore dell’azienda Giorgio Lanza, è giunto il tempo di ricostruire. La moglie Simonetta Ghisi, supportata dai figli Camilla e Antonio, sta proseguendo con successo la storia dell’azienda bresciana, che ha continuato a godere di grande considerazione e fiducia da parte dei mercati. 

Texpack produce trecce, nastri, filotti, tessuti, calze per isolamento termico ad uso statico, trecce speciali e baderne, ad uso dinamico, per pompe e valvole. Realizza e commercializza inoltre guarnizioni industriali di differente tipologia e misura, per offrire una gamma completa di sistemi di tenuta e prodotti per alte temperature.

Abbiamo incontrato recentemente Simonetta Ghisi nella bella sede di Adro.

Simonetta Ghisi, come state vivendo questa fase di ripresa intensa, ma anche segnata da fattori di incertezza?

Nel 2020 la pandemia, che ha portato via la vita di mio marito Giorgio Lanza, e il lockdown hanno causato una leggera flessione per il nostro giro d’affari. A partire dall’inizio del 2021 la domanda è invece schizzata in alto come non si era mai visto, anche se purtroppo la carenza di materie prime e il rincaro energetico sta rendendo difficile alle aziende la gestione dell’improvvisa ripresa. Da diversi mesi siamo pieni di lavoro, ma non è facile programmare le attività a causa della discontinuità e dei ritardi con cui riceviamo le forniture. Insomma la ripresa c’è, per certi versi è impetuosa, ma le incertezze sono ancora molte.

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Che reazioni avete registrato da parte del mercato da quando Lei, supportata dai Suoi figli, ha preso in mano le redini dell’azienda?

Per la verità nella prima fase, con l’improvvisa e tragica mancanza di Giorgio e la gestione dell’emergenza sanitaria in azienda, non abbiamo avuto modo di analizzare la reazione del mercato ai cambiamenti che stavamo vivendo. Quello che so è che siamo riusciti ad affrontare e superare situazioni molto complesse. Se ce l’abbiamo fatta è soprattutto grazie ai clienti che ci hanno seguito e dato fiducia. E certamente grazie ai nostri dipendenti, che ci hanno fornito ulteriore slancio nel portare avanti l’attività, che era il sogno di mio marito, e del resto anche il mio, che per tanti anni l’ho affiancato al timone di Texpack. Ho trovato così la forza di ripartire, con i nostri figli Camilla e Antonio che hanno deciso di entrare in azienda e di aiutarmi in questa missione. Devo ammettere che, nonostante la loro inesperienza di poco più che ventenni, ho trovato nei mei figli non solo un supporto concreto, ma anche tanta determinazione, volontà e senso di responsabilità.

Come vede ora il contesto economico?

Con i vaccini la situazione è decisamente migliorata, soprattutto in Italia. Tuttavia ci vuole ancora prudenza. Anche perché, una volta superata l’emergenza sanitaria, bisognerà fare i conti con i danni economici che essa avrà lasciato dietro di sé. Purtroppo le aziende italiane non sono state tutelate nemmeno in questa fase terribile. Molte di esse fortunatamente sono riuscite ad andare avanti, lottando fra mille difficoltà.

Come Texpack…

Lo dico a gran voce: ne siamo usciti perfino più forti. Siamo stati non solo bravi, ma anche fortunati perché il personale non ha mai smesso di supportarci, dando il meglio di sé. Dopo le legittime paure iniziali, i dipendenti hanno capito che l’azienda continuava a ottenere risultati, che il lavoro aumentava, e hanno ritrovato serenità. La risposta alle difficoltà del 2020 è stata forte. Ora l’incognita è capire cosa accadrà nel futuro, anche quello più prossimo. Nessuno oggi è in grado di fare previsioni.

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Il laboratorio

Lei vede più opportunità o rischi nel prossimo futuro?

Al momento vedo più che altro il proseguimento della tendenza al rincaro di materie prime ed energia, che per certi versi ha le caratteristiche di una bolla speculativa. Per noi il problema riguarda più che altro l’approvvigionamento della fibra di vetro, che è alla base di un’ampia parte della nostra gamma produttiva. Ma francamente, dopo le tempeste che abbiamo superato, queste turbolenze sui prezzi non mi preoccupano granché. Non saranno queste a fermarci. Non temo più le incertezze. So solo che bisogna affrontarle. Il 2020 ha cambiato molte cose e ci ha insegnato che bisogna saper convivere con l’instabilità e l’imprevedibilità del domani. 

Pur tra le difficoltà e la pandemia non ancora domata, l’economia sembra comunque essere ripartita…

L’Italia ha reagito. Grazie soprattutto alla campagna vaccinale, il mercato si è rimesso in moto e le persone hanno ripreso fiducia. Gli italiani hanno subito pesanti contraccolpi da questa emergenza, anche psicologici, ma sono un popolo pieno di vitalità e voglia di fare, che non si può tenere fermo a lungo. Ora è arrivato il tempo della ricostruzione, come dopo una guerra. Una parola che non suona affatto esagerata a chi ha vissuto i primi mesi della pandemia nel Nord Italia. Ora è finalmente il tempo della ripresa, anche se nessuno se l’aspettava così improvvisa e incalzante. Molte industrie non erano pronte, come dimostrano le attuali tensioni sulle catene di fornitura. Come per un motore rimasto fermo a lungo, non possiamo d’altronde aspettarci che riparta al primo colpo e a pieno regime. 

L’industria chimica è un campo di applicazione importante per i vostri prodotti?

È un settore sempre più centrale per le guarnizioni che abbiamo recentemente sviluppato e che stanno avendo ottimi riscontri nell’applicazione relativa alle pompe e alle valvole degli impianti. Crediamo che per le nostre guarnizioni e i sistemi di tenuta ci siano ampie potenzialità di crescita.

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La sede centrale ad Adro (BS)

Cosa si augura per i mesi a venire?

Mi auguro che possa esserci presto una maggiore stabilità sui mercati e che si possa conoscere la reale natura di questa intensa domanda. Per noi è importante capire l’origine delle richieste al fine di orientare meglio le nostre strategie produttive, vista anche l’amplissima gamma di soluzioni che mettiamo a disposizione.   

Ci può dire ancora qualcosa sui ruoli e le responsabilità che stanno assumendo i Suoi figli in azienda?

La loro determinazione mi ha piacevolmente sorpresa, anche se un po’ avrei dovuto aspettarmelo visto il temperamento dei loro genitori (sorride). Per Camilla, che ha 25 anni, e Antonio, ventenne, non è stato facile subire la perdita del padre, ma hanno reagito con maturità mettendosi a disposizione dell’azienda di famiglia. Camilla si occupa di amministrazione, delle infrastrutture informatiche, della comunicazione. È precisa, affidabile e bendisposta nelle relazioni con gli altri. Antonio ha un carattere espansivo, aperto, perseverante, ha tutte le qualità per diventare un abile commerciale. Grazie al loro contributo e a quello di tutto il personale, Texpack può guardare senza paura e con fiducia al proprio futuro.

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