mercoledì, 3 Marzo 2021

Wolhfarth: verso nuovi standard igienico-sanitari

Elettropompa serie RAPID in esecuzione ATEX

Bruno Wolhfarth ha saputo intercettare la crescente domanda legata alla produzione di gel sanificanti con le sue pompe classificate ATEX. E sta mettendo a punto un nuovo modello destinato ad alzare ulteriormente il livello di igiene e sanificazione.

di Alessandro Bignami

L’agilità organizzativa e l’esperienza ultracinquantennale sono i fattori che hanno consentito a Bruno Wolhfarth di rispondere efficacemente ai veloci cambiamenti del mercato imposti dalla pandemia. L’azienda lombarda che realizza pompe e filtri in acciaio inox ricavati da barra piena ha raccolto la forte richiesta generata dalla produzione di gel sanificanti e ha messo a disposizione un efficace supporto tecnico da remoto. Inoltre, nei mesi del lockdown ha accelerato lo sviluppo di una nuova pompa che segna un ulteriore passo in avanti nelle prestazioni igienico-sanitarie. Questi i temi principali dell’intervista ai responsabili dell’azienda Rossella Wolhfarth e Marco Parapetti nella sede di Sordio (LO), la prima che raccogliamo in presenza, dopo tanti mesi.

Qual è stato l’effetto del lockdown di questa primavera sulla vostra attività?

Rossella Wolhfarth: Fu una sera difficile quella in cui chiudemmo i cancelli dell’azienda senza sapere esattamente quando avremmo riaperto. Ma dopo tre settimane, una volta scritto alla Prefettura, abbiamo ripreso a gran ritmo il lavoro, allo scopo di dar seguito alle tante richieste dei clienti, ma anche di sviluppare nuove idee e progetti. In particolare, l’ingegner Matteo Capella, che si occupa anche di ricerca e sviluppo, in collaborazione con mio figlio Marco Parapetti, ha lavorato molto sui disegni di un nuovo modello di pompa e sui programmi da approntare per il centro di lavoro installato da pochi mesi in officina. Si tratterà di una pompa basata sulle qualità del prodotto tradizionale, ma in grado di compiere un ulteriore passo avanti nelle prestazioni di sanificazione. Consentirà di svolgere le operazioni di pulizia direttamente in linea. Il collaudo interno ha dato i risultati sperati. Ora, per ottenere un’ulteriore conferma, è in prova presso un costruttore di impianti per l’industria farmaceutica e alimentare. Se anche questo collaudo darà esito positivo, avvieremo l’iter per ottenere il brevetto e completeremo quello per la certificazione EHEDG, di cui la nuova pompa ha dimostrato finora di rispettare, e in certi casi superare, le linee guida.

Rossella Wolhfarth, responsabile dell’azienda insieme al figlio Marco Parapetti, al lavoro durante l’emergenza sanitaria.

Come si chiamerà la nuova soluzione?

RW: Abbiamo pensato alla sigla HRS, cioè Hygienic Rapid Sanitaria, dato che innalza gli standard di igiene e sanificazione, già molto alti, del tradizionale modello Rapid Sanitaria. Suoi naturali campi di applicazione sono gli esigenti processi della farmaceutica e dell’alimentare, ma anche della chimica, dove l’attenzione alla pulizia spesso non è da meno. L’obiettivo è il lancio sul mercato entro la primavera, con una presentazione internazionale in occasione di Achema 2021, a Francoforte nel mese di giugno.

Il centro di lavoro in cui avete recentemente investito è stato decisivo per raggiungere i nuovi standard?

RW: Sì, in quanto permette una finitura interna delle superfici con una rugosità persino inferiore a quelle richieste dalle linee guida EHEDG. In pratica viene impedita qualsiasi possibilità di ristagno. Il nuovo centro di lavoro ci ha consentito un salto di qualità anche dal punto di vista produttivo, automatizzando alcune lavorazioni che a livello manuale non potevano dare risultati comparabili. Uniamo dunque l’innovazione tecnologica alla sapienza produttiva che ci è riconosciuta dai quasi 60 anni di attività.

Marco Parapetti: Il progetto della HRS ha preso spunto da una specifica richiesta avanzata proprio dal cliente che in questa fase la sta collaudando. Per la prova, ha montato la pompa direttamente su una sua macchina confezionatrice. Questa scelta dimostra la sua fiducia nel nostro prodotto, anche se, per contro, richiede maggiore tempo per fornire dei risultati, rispetto a una prova pilota.

Durante la fase più acuta dell’epidemia vi siete dunque concentrati su questo nuovo progetto?

MP: Per la verità siamo stati fortemente impegnati anche su altro. L’impennata della domanda di prodotti sanificanti per le mani e le superfici ha indotto molte aziende farmaceutiche e cosmetiche a convertire in questa produzione buona parte delle loro linee. Ciò ha fatto lievitare la richiesta delle nostre pompe specializzate nella movimentazione di gel e prodotti viscosi. Ma soprattutto ha orientato l’attenzione del mercato verso le nostre macchine in esecuzione ATEX, per aree a rischio di esplosione, come lo sono quelle dove si producono gel costituiti da alcol anche per oltre il 70%. Pochi altri prodotti sul mercato raggiungono le nostre classificazioni ATEX. Avendo nel corpo pompa un’intercapedine in acciaio di elevato spessore, le soluzioni Wolhfarth trasmettono molto meno calore all’esterno rispetto a una pompa ricavata da lamiera. Il cliente spesso si meraviglia di trovare nella stessa macchina la versatilità consentita dalla girante flessibile e una classificazione ATEX così elevata.

Il centro di lavoro installato recentemente nello stabilimento di Bruno Wolhfarth a Sordio, in provincia di Lodi.

Come è cambiato il rapporto con il committente?

MP: Si sono drasticamente ridotte le visite negli stabilimenti, in gran parte sostituite con contatti da remoto, tramite telefono o videoconferenze. Francamente questa modalità non ci ha disturbato, tutt’altro. Siamo una realtà con una lunga storia: spesso ci basta una telefonata per capire qual è l’esigenza o la criticità del cliente e trovare la macchina più adatta a risolverla. Credo che anche i committenti abbiano apprezzato, a parità di efficacia, l’agilità e la velocità del rapporto a distanza. In un periodo in cui gli incontri in presenza sono così rari, saper offrire competenze tecniche da remoto può fare la differenza.

Le previsioni per la chiusura del 2020 non sono quindi negative…

RW: Direi proprio di no. Abbiamo salvaguardato il fatturato, anzi è probabile che segneremo una lieve crescita rispetto a un 2019 che tra l’altro era andato bene.

MP: Va aggiunto che alcune aziende del nostro settore non hanno retto all’impatto con la pandemia, forse perché meno solide, oppure non abbastanza reattive al cambiamento, o infine non all’altezza di garantire i livelli di igiene e sanificazione richiesti ora. La Bruno Wolhfarth, forse anche perché più piccola e agile, ha saputo invece adattarsi a questa situazione inedita. E così nuovi clienti hanno bussato alla nostra porta.

 

 

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