{"id":2257,"date":"2017-06-05T14:19:00","date_gmt":"2017-06-05T14:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/interprogettied.com\/?p=2257"},"modified":"2017-06-05T14:19:00","modified_gmt":"2017-06-05T14:19:00","slug":"antimicrobici-prolungano-shelf-life","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/2017\/06\/antimicrobici-prolungano-shelf-life\/","title":{"rendered":"Antimicrobici naturali per prolungare la shelf life della frutta fresca"},"content":{"rendered":"<p>Il gruppo di Ricerca in Microbiologia degli alimenti, <a href=\"http:\/\/www.distal.unibo.it\/it\">Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bologna<\/a> \u00e8 tradizionalmente impegnato nello studio degli effetti di sostanze ad azione antimicrobica di origine vegetale, quali oli essenziali e loro componenti bioattivi, verso microrganismi degradativi e patogeni di interesse alimentare.\u00a0L\u2019applicazione di oli essenziali e loro composti bioattivi sono stati ampiamente studiati dalla professoressa Lanciotti e collaboratori (dottoressa Francesca Patrignani e dottor Lorenzo Siroli) in diversi sistemi alimentari come antimicrobici naturali, in sostituzione ad antimicrobici di sintesi (prodotti vegetali minimamente trattati), in associazione a tecnologie \u201cmild\u201d o a trattamenti termici blandi per il prolungamento della shelf life e sicurezza di succhi di frutta. Le diverse collaborazioni con il <a href=\"http:\/\/www.bestack.com\/\">Consorzio Bestack<\/a> hanno permesso ai ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna di sviluppare un imballaggio in cartone innovativo, basato sull\u2019applicazione di antimicrobici naturali, per il prolungamento della shelf life di frutta fresca.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabella-1A.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2264\" src=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabella-1A.jpg\" alt=\"\" width=\"791\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabella-1A.jpg 891w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabella-1A-300x120.jpg 300w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabella-1A-768x308.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px\" \/><\/a><\/p>\n<div id=\"attachment_2263\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Figura-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2263\" class=\"size-medium wp-image-2263\" src=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Figura-1-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Figura-1-300x195.jpg 300w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Figura-1-768x499.jpg 768w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Figura-1.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2263\" class=\"wp-caption-text\">Figura 1 &#8211; Pere dopo 30 giorni di conservazione<br \/>in imballaggio tradizionale (Sn) e tradizionale attivo (Ds)<\/p><\/div>\n<p>In particolare, la messa a punto di questa miscela ricade in una sperimentazione molto ampia. Durante le prime fasi della sperimentazione, sono state ottimizzate le concentrazioni e combinazioni di antimicrobici naturali e le modalit\u00e0 di attivazione degli imballaggi. Le prove di attivazione dell\u2019imballaggio in cartone sono state fatte anche utilizzando un imballaggio con un pi\u00f9 alto contenuto di paraffina, al fine di valutare se questa potesse trattenere pi\u00f9 a lungo le sostanze naturali ad alta volatilit\u00e0. La permanenza degli antimicrobici prescelti negli imballaggi e le cinetiche di rilascio sono state valutate con tecniche gas cromatografiche innovative GC\/MS\/SPME (solid phase micro extraction). Queste valutazioni sono state molto importanti perch\u00e9 hanno permesso di individuare le condizioni operative migliori per le successive sperimentazioni presso un confezionatore di frutta in Romagna.\u00a0La seconda parte della sperimentazione ha riguardato invece l\u2019immissione della miscela ottimizzata nel cartone monouso per ortofrutta, al fine di prolungare la shelflife di mele, pere, fragole, nettarine e pesche.\u00a0Pi\u00f9 specificatamente, in questa parte della sperimentazione sono state considerate e comparate tre diverse tipologie di imballaggio: l\u2019imballaggio in cartone monouso tradizionale (tradizionale), l\u2019imballaggio in cartone monouso addizionato della miscela antimicrobica (tradizionale attivo) e l\u2019imballaggio in cartone monouso con maggiore quantitativo di paraffina addizionato della miscela antimicrobica (innovativo attivo).<br \/>\nGli imballaggi tradizionali, tradizionali attivi e innovativi attivi sono stati confezionati presso un confezionatore di frutta in Romagna, a tempi diversi, al fine di valutare per quanto tempo le sostanze antimicrobiche fossero in grado di esplicare le loro potenzialit\u00e0. La frutta confezionata in tempi diversi e conservata in differenti tipologie di imballaggio \u00e8 stata mantenuta a temperatura ambiente presso il centro di confezionamento. A tempi prestabiliti, la frutta confezionata \u00e8 stata sottoposta ad analisi microbiologica e ad ispezione visiva. Inoltre, sono stati allestiti alcuni panel-test al fine di valutare eventuali differenze tra la frutta conservata in imballaggi tradizionali, tradizionali attivi e innovativi attivi. I gruppi microbiologici presi in considerazione sono stati il carico mesofilo totale, i lieviti, le muffe, come indicatori di shelf-life, e i coliformi totali e fecali quali indicatori di igiene di processo. Per quanto concerne i panel test allestiti presso il Campus di Scienze degli Alimenti, Universit\u00e0 di Bologna (sede di Cesena), presso le sale di analisi sensoriali, sono stati reclutati 30 panelisti. Gli attributi presi in considerazione per la frutta sono stati il livello di maturazione, il colore, l\u2019odore, la consistenza, il sapore. Inoltre a ogni assaggiatore, \u00e8 stato richiesto di esprimere una preferenza.<a href=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabella-1B.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2265\" src=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabella-1B-300x111.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabella-1B-300x111.jpg 300w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabella-1B-768x284.jpg 768w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabella-1B.jpg 882w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_2259\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-2-e1496670681709.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2259\" class=\"size-medium wp-image-2259\" src=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-2-e1496670681709-280x300.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-2-e1496670681709-280x300.jpg 280w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-2-e1496670681709-956x1024.jpg 956w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-2-e1496670681709-768x822.jpg 768w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-2-e1496670681709-1200x1285.jpg 1200w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-2-e1496670681709.jpg 1245w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2259\" class=\"wp-caption-text\">Figura 2 &#8211; Mele dopo 40 giorni di conservazione in imballaggio tradizionale (sopra) e tradizionale<br \/>attivo (sotto)<\/p><\/div>\n<p>I risultati ottenuti su pere e mele hanno evidenziato che l\u2019immissione di antimicrobici negli imballaggi, indipendentemente dal livello di paraffina, ha portato a una riduzione del carico di tutti i gruppi microbiologici considerati (tabella 1A e 1B).<br \/>\nTale riduzione \u00e8 risultata comunque diversa in relazione alla tipologia di frutta considerata. Le maggiori riduzioni (da 1 a 2 cicli logaritmici) sono state rilevate per i mesofili e per i lieviti e tali differenze sono traducibili in incrementi di shelf-life di 1-2 giorni. Anche per quel che concerne i microrganismi sporigeni aerobi, la frutta conservata negli imballaggi tradizionali \u00e8 risultata pi\u00f9 contaminata.<br \/>\nNon sono state invece osservate differenze significative in rapporto al livello di paraffina presente negli imballaggi. I dati ottenuti hanno indicato che gli imballaggi attivi utilizzati immediatamente dopo l\u2019inserimento degli antimicrobici naturali sono stati pi\u00f9 efficaci nell\u2019inibire lo sviluppo microbico rispetto agli imballaggi utilizzati dopo 7 e soprattutto 14 giorni dall\u2019attivazione.<br \/>\nI panel test effettuati durante la shelf-life dei prodotti, in rapporto alla data di confezionamento e alla tipologia di imballaggio (tradizionale, tradizionale attivo ed innovativo attivo) hanno indicato come i prodotti confezionati negli imballaggi attivi siano sempre risultati preferiti rispetto ai frutti confezionati negli imballaggi tradizionali. Inoltre, questi ultimi sono sempre stati giudicati pi\u00f9 maturi con pochissime eccezioni.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabelle-2-e-3-e1496670862947.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2266\" src=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabelle-2-e-3-e1496670862947-300x128.jpg\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabelle-2-e-3-e1496670862947-300x128.jpg 300w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabelle-2-e-3-e1496670862947-768x327.jpg 768w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Tabelle-2-e-3-e1496670862947.jpg 837w\" sizes=\"auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il fenomeno \u00e8 risultato pi\u00f9 evidente nelle mele rispetto alle pere. In figura 1 e 2 sono riportate alcune immagini di mele e pere a diversi tempi di maturazione. Nel caso di fragole, nettarine e pesche, l\u2019attivazione degli imballaggi con la miscela messa a punto nella prima fase della sperimentazione ha portato a una riduzione del carico di tutti i gruppi microbiologici considerati nell\u2019arco della conservazione. Le riduzioni pi\u00f9 significative sono state a carico dei mesofili e dei lieviti (tabella 2). Anche in questo caso i dati ottenuti hanno indicato che gli imballaggi attivi utilizzati immediatamente dopo l\u2019inserimento degli antimicrobici erano pi\u00f9 efficaci nell\u2019inibire lo sviluppo microbico rispetto imballaggi utilizzati dopo 7 e soprattutto 14 giorni dall\u2019attivazione.<\/p>\n<div id=\"attachment_2260\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2260\" class=\"wp-image-2260 size-medium\" src=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-3-e1496671551625-300x243.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-3-e1496671551625-300x243.jpg 300w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-3-e1496671551625-1024x830.jpg 1024w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-3-e1496671551625-768x623.jpg 768w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-3-e1496671551625-1200x973.jpg 1200w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-3-e1496671551625.jpg 1215w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2260\" class=\"wp-caption-text\">Figura 3 &#8211; Fragole dopo 6 giorni di conservazione in imballaggio tradizionale (A) e tradizionale attivo (B)<\/p><\/div>\n<p>Tuttavia, anche in questi ultimi \u00e8 stata osservata una diminuzione sulla frutta del carico dei principali agenti degradativi. Anche in questo caso, i panel test effettuati durante la shelf life di fragole e pesche, in rapporto alla tipologia di imballaggio (tradizionale, tradizionale attivo e innovativo attivo) hanno indicato come i prodotti confezionati negli imballaggi attivi siano stati quasi sempre risultati preferiti rispetto ai frutti confezionati negli imballaggi tradizionali.<\/p>\n<div id=\"attachment_2261\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2261\" class=\"wp-image-2261 size-medium\" src=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-4-e1496671597713-300x252.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-4-e1496671597713-300x252.jpg 300w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-4-e1496671597713-1024x860.jpg 1024w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-4-e1496671597713-768x645.jpg 768w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-4-e1496671597713-1200x1008.jpg 1200w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-4-e1496671597713.jpg 1211w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2261\" class=\"wp-caption-text\">Figura 4 &#8211; Pesche dopo 7 giorni di conservazione in imballaggio tradizionale (A) e tradizionale attivo (B)<\/p><\/div>\n<p>In ogni caso, tutti i prodotti confezionati negli imballaggi innovativi non hanno evidenziato odori o sapori anomali rispetto a quelli di controllo. Le differenti valutazioni degli assaggiatori nelle diverse sedute di analisi sensoriale possono essere ascrivibili a variazioni della materia prima in termini di grado di maturazione e qualit\u00e0 e alla soggettivit\u00e0 dei gusti. La maggiore qualit\u00e0 e shelf life dei frutti conservati in imballaggi attivi sono testimoniate anche dalle figure 3, 4 e 5.<br \/>\nAttualmente i risultati di queste ricerche, che hanno permesso di trovare una strategia innovativa in grado di aumentare la shelf life della frutta fresca, si sono concretizzati nella stesura di un brevetto in cotitolarit\u00e0 tra l\u2019Universit\u00e0 di Bologna e il Consorzio Bestack.<\/p>\n<div id=\"attachment_2262\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2262\" class=\"wp-image-2262 size-medium\" src=\"https:\/\/interprogettied.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-5-e1496671707862-300x249.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-5-e1496671707862-300x249.jpg 300w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-5-e1496671707862-1024x849.jpg 1024w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-5-e1496671707862-768x637.jpg 768w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-5-e1496671707862-1200x995.jpg 1200w, https:\/\/interprogettied.com\/tecnologiealimentari\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fig.-5-e1496671707862.jpg 1221w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2262\" class=\"wp-caption-text\">Figura 5 &#8211; Nettarine dopo 7 giorni di conservazione in imballaggio tradizionale (A) e tradizionale attivo (B)<\/p><\/div>\n<p>Rosalba Lanciotti \u00e8 attualmente Professore Associato confermato, gi\u00e0 abilitata per il ruolo di Professore\u00a0Ordinario, per il raggruppamento disciplinare AGR\/16, presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bologna dove svolge attivit\u00e0 didattica e di ricerca. \u00c8 attualmente titolare degli insegnamenti di Microbiologia delle fermentazioni, Microbiologia enologica, Progettazione igienica e sanificazione, Valutazione dei sottoprodotti dell\u2019industria alimentare.<br \/>\nFrancesca Patrignani \u00e8 attualmente Ricercatore Senior confermato, gi\u00e0 abilitata per il ruolo di Professore Associato, per il raggruppamento disciplinare AGR\/16, presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bologna, dove svolge attivit\u00e0 didattica e di ricerca. \u00c8 attualmente titolare di insegnamenti di Laboratorio di microbiologia applicata e Laboratorio di microbiologia enologica.<br \/>\nLorenzo Siroli \u00e8 attualmente Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bologna, dove svolge attivit\u00e0 di ricerca. \u00c8 cultore di materia per gli insegnamenti afferenti il settore concorsuale 07\/F2 &#8211; Microbiologia Agraria.<\/p>\n<p>di <strong>Rosalba Lanciotti, Francesca Patrignani, Lorenzo Siroli*<\/strong><\/p>\n<p>*Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, Universit\u00e0 degli Studi di Bologna (rosalba.lanciotti@unibo.it)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gruppo di Ricerca in Microbiologia degli alimenti, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bologna \u00e8 tradizionalmente impegnato nello studio degli effetti di sostanze ad azione antimicrobica di origine vegetale, quali oli essenziali e loro componenti bioattivi, verso microrganismi degradativi e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":2258,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[297,313,469],"tags":[544,545,546,547,377],"class_list":["post-2257","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","category-articoli-attualita","category-attualita-per-tecnologie-alimentari","tag-consorzio-bestack","tag-dipartimento-di-scienze-e-tecnologie-agro-alimentari-delluniversita-degli-studi-di-bologna","tag-imballaggi","tag-microbiologia-degli-alimenti","tag-tecnologie-alimentari"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9.1 - 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