Giorgio Bruno:“Il pharma italiano è ricco di eccellenze, ma devono essere valorizzate” 

Simposio Afi

28.07.2021

La crisi sanitaria ha condotto l’industria farmaceutica italiana a spingere ulteriormente sulla digitalizzazione, la ricerca e la sostenibilità. Parla il neopresidente di AFI Giorgio Bruno: “Le risorse umane saranno un fattore chiave, ecco perché devono essere costantemente aggiornate”

a cura di Eva De Vecchis 

AFI (Associazione Farmaceutici Industria Società Scientifica) ha come obiettivo principale quello di aggiornare i tecnici della ricerca e della produzione, per garantire alle aziende del settore farmaceutico di mantenere alto il livello delle proprie competenze.
A questa mission contribuisce in mo- do sostanziale il Simposio AFI che per il secondo anno si svolge in modalità digital, da maggio a ottobre 2021. Il programma prevede numerose sessioni scientifiche con un focus particolare sulle tematiche di forte attualità relative alla pandemia di Covid-19, ma non solo. Nonostante la mancanza degli incontri dal vivo, Giorgio Bruno, da poco nomina- to presidente AFI, si dichiara soddisfatto dei risultati dei webinar che, per adesso, raggiungono i 200 partecipanti per singola sessione. Si tratta di un importante sintomo d’interesse all’interno di un Paese come l’Italia che già conta su un tessuto produttivo capace di supportare i farmaci più innovativi e dove le eccellenze non mancano anche se devono esse- re valorizzate. Il New Normal è la meta: un nuovo modo di governare i processi nelle aziende del pharma, anche attraverso la Digital Transformation, portatrice di un cambio di paradigma che coinvolge i processi interni, dalla produzione alla distribuzione e ai processi esterni fino quelli rivolti ai clienti. 

Simposio AFI
Giorgio Bruno, Presidente di AFI (Associazione Farmaceutici Industria Società Scientifica)

Giorgio Bruno, Lei è stato nomina- to presidente di AFI in questo periodo di crisi sanitaria che ha rimesso al centro l’importanza della ricerca e della produzione farmaceutica. Quali sono le sue sensazioni all’indomani di questa nomina e quali obiettivi primari si è posto? 

Succedere in questo ruolo al professor Alessandro Rigamonti, che ne è stato presidente per sessant’anni, è un grande onore ed una grande responsabilità. Gli obiettivi che l’AFI ha sempre perseguito e sempre perseguirà sono quelli dell’aggiornamento continuo dei tecnici della ricerca e della produzione, per mantenere alto il livello delle competenze all’interno delle aziende che opera- no nel settore. Oggi si stanno affacciando nuove tecnologie che porta- no alla scoperta di nuovi farmaci e le risorse umane, fattore chiave di questi processi, devono essere continua- mente e costantemente aggiornate. 

Il Covid-19 sta cambiando il nostro approccio alla salute e la politica sanitaria del Paese?
Il Covid-19 ha cambiato il nostro approccio alla vita in tutti i suoi aspetti. L’attenzione alla nostra salute, a quella dei nostri cari e di tutte le persone che ci stanno vicine ha subito un’inversione di rotta. Siamo più consapevoli e il nostro approccio alle terapie – dall’aderenza alle stesse, punto fondamentale in ogni tipo di cura, all’accesso alle nuove terapie con maggiore consapevolezza – sono i segnali più evidenti di questo cambio di mentalità, che inevitabilmente si rifletterà in una nuova dimensione della politica sanitaria verso i cittadini. 

L’industria farmaceutica italiana ha un ruolo di leadership a livello europeo. Sul fronte della ricerca e delle dimensioni aziendali l’Italia accusa però ancora un gap che in questa fase, per esempio nello sviluppo di nuovi vaccini, si è mani- festato in modo evidente. Qua- li sono i passi da compiere per ridurre tale gap? 

Il Paese deve investire di più in ricerca, questo è indubbio! Quindi formazione, utilizzo dei big data, fare più rete tra Istituzioni, Università e Aziende. Però il tessuto produttivo del paese è in grado di supportare i farmaci più innovativi, ad esempio gli anticorpi monoclonali e altri. Le eccellenze esistono già e devono es- sere sempre più valorizzate. 

Simposio AFI
Edizione dal vivo del Simposio AFI degli anni scorsi

Il Simposio AFI è partito a maggio ed è in programma fino a ottobre 2021 in modalità online. Come lo avete pensato e organizzato? In che modo si potrà almeno in parte sopperire alla mancanza degli incontri di persona, oltre che del la- to conviviale che da sempre caratterizza l’evento? 

Anche quest’anno abbiamo voluto mantenere vivo il Simposio e per il secondo anno abbiamo utilizzato la modalità digital. Lo abbiamo infatti pensato e organizzato partendo alla fine dell’anno scorso, quando la pandemia si era nuovamente manifestata e pensare ad un evento in presenza, come da tradizione, era difficilmente ipotizzabile. Il programma quest’anno prevede numerose sessioni scientifiche in modalità webinar, con un focus particolare sulle tematiche di forte attualità relative alla pandemia di Covid-19, ma non solo: come di consueto, le sessioni scientifiche sono il risultato delle attività dei vari Gruppi di Studio AFI e toccheranno quindi tutti i temi che interessano i nostri associati: regolatorio, qualità, produzione, API, salute digitale, dispositivi medici, supply chain e innovazione, HTA e market access, biotech, trial clinici. Abbiamo cercato di dare spazio, tramite le chat e gli strumenti oggi a disposizione nelle piattaforme di videoconferenza, ad un’interazione, sia pure virtuale, tra relatori e partecipanti per sopperire alla mancanza del contatto di persona. Il sito web del Simposio (https://simposio. afiscientifica.it/) ed i profili Social di AFI sono diventati i canali di comunicazione privilegiati dell’evento. Devo dire che il successo di questi webinar ci ha reso particolarmente soddisfatti: fino ad ora, la media per ogni sessione raggiunge i 200 partecipanti. 

Qual è il “New Normal” che il titolo del Simposio di quest’anno auspica?
Ci aspettiamo un approccio più consapevole e proattivo verso un sistema più sostenibile. Un nuovo modo di governare i processi nelle aziende, ma non solo. Bisognerà investire tempo e risorse in formazione utilizzando le nuove tecnologie. 

Simposio AFI
Per il secondo anno consecutivo, il Simposio AFI si svolge in modalità digital, da maggio a ottobre 2021: finora ha registrato una media di 200 partecipanti a sessione

I webinar del Simposio AFI danno spazio anche al tema della digitalizzazione nel campo della salute umana. A quali vantaggi può portare uno sviluppo in senso digitale del settore farmaceutico? 

La pandemia ha dato un boost incredibile alla Digital Transformation, rompendo vecchi schemi e incentivando sempre più l’uso della tecnologia a supporto delle attività produttive, di marketing, di comunicazione. Nelle aziende del settore farmaceutico il digitale si sta espandendo sempre più, viste le opportunità che questa integrazione è in grado di apportare. La Digital Transformation nel mondo Pharma delinea un cambio di paradigma che coinvolge i processi interni, dalla produzione alla distribuzione e ai processi esterni fino a quelli rivolti ai clienti. Tutte le imprese stanno attuando investimenti in automazione e digitalizzazione per in- novare modelli, processi e organizzazione aziendale. È un fenomeno che coinvolge tutti i settori: dalla ricerca, che può diventare più produttiva e rendere disponibili in minor tempo nuove terapie, alla produzione, alla presa in carico dei pazienti, che da “semplice” erogazione di prestazioni diventa un percorso terapeutico olistico, più complesso, che integra farmaci, diagnostica di precisione, medicaldevices, servizi di assistenza. Una fase di forte trasformazione che richiede nuove competenze e nuove figure professionali. Un fenomeno che può generare opportunità. 

Cosa si aspetta dal futuro del settore farmaceutico italiano?
Che continui ad essere uno dei principali motori di crescita del paese come lo è stato sino ad oggi.